Valditara e le scuole unite contro il bullismo: vince la gentilezza

Al Ministero presentate le migliori esperienze educative per formare giovani consapevoli tra cultura del rispetto, sport e responsabilità.

A cura di Redazione
17 aprile 2026 15:11
Valditara e le scuole unite contro il bullismo: vince la gentilezza -
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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ospitato l’evento La scuola ferma i bulli, un’iniziativa nata per dare voce alle istituzioni scolastiche che ogni giorno combattono i fenomeni di prevaricazione attraverso buone pratiche educative. Presso la sala Aldo Moro, il Ministro Giuseppe Valditara ha incontrato studenti e docenti per valorizzare i progetti che promuovono il rispetto reciproco e la responsabilità digitale, elementi fondamentali per una crescita civile e sociale sana all'interno delle comunità scolastiche di tutto il Paese.

Durante la manifestazione sono state selezionate ventuno esperienze d'eccellenza provenienti da ogni regione e provincia autonoma, scelte tra centinaia di proposte per la loro capacità di tradurre i valori etici in azioni concrete. Gli studenti hanno utilizzato audiovisivi e testimonianze dirette per raccontare il proprio impegno, trasformando il confronto in uno stimolo per i coetanei a replicare modelli positivi basati sulla collaborazione e sul coraggio di non restare indifferenti davanti alle ingiustizie.

Il Ministro Valditara ha sottolineato come la forza per sconfiggere la violenza risieda già nelle capacità degli studenti, ribadendo l'importanza dell'educazione all'empatia per imparare a immedesimarsi nell’altro e combattere l’odio. Secondo il titolare del MIM, è necessario ripristinare il senso del limite e difendere valori profondi come l'amicizia, contrastando attivamente quella vigliaccheria che spesso trova nell'anonimato del web un pericoloso alleato.

All'incontro hanno partecipato anche figure di spicco come Patrizio Oliva, che ha descritto lo sport come un potente deterrente educativo capace di insegnare che la vera forza risiede nell'accoglienza e non nel sopruso. Accanto a lui, il giovane attore Samuele Carrino ha ricordato quanto le parole possano essere determinanti, esortando i ragazzi a non aver paura di essere se stessi e a rompere il silenzio, poiché denunciare e ascoltare rappresentano la vittoria più grande per generare un cambiamento reale nella società.

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