Mancata palpazione dell'addome fatale: condannato medico per la morte di una paziente
Il giudice monocratico sottolinea come una corretta palpazione dell'addome avrebbe rivelato la gravidanza criptica salvando la giovane donna
La sentenza del giudice monocratico Filippo Putaturo sul caso di Anna Siena mette in luce una grave negligenza diagnostica avvenuta presso l'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli. Secondo le motivazioni che hanno portato alla condanna per omicidio colposo di una dottoressa, l'esecuzione di una corretta palpazione dell'addome avrebbe inevitabilmente rivelato la presenza del feto di 2,4 chilogrammi, nonostante la vittima fosse vittima di una cosiddetta gravidanza criptica. La donna, giunta in pronto soccorso con dolori lancinanti, fu invece rimandata a casa con una diagnosi errata di lombosciatalgia, morendo tre giorni dopo per le complicazioni di un feto senza vita da settimane.
Il magistrato sottolinea come la condotta medica abbia avuto una concreta incidenza causale nel decesso, poiché un esame obiettivo non superficiale avrebbe mostrato una massa di dimensioni ragguardevoli che occupava un volume significativo nell'addome. La mancata rilevazione di tale formazione ha impedito di diagnosticare la sindrome da coagulazione intravascolare disseminata e il conseguente shock emorragico. L'avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Siena, ha auspicato che questo verdetto diventi un precedente fondamentale per la gestione medica di casi analoghi, affinché una maggiore accuratezza clinica possa evitare in futuro la perdita di altre vite in circostanze così drammatiche.