Cervinara, Caso Chocolate Farm: quando l’errore istituzionale mette in ginocchio l’impresa
Analisi negative: ora ASL Avellino e NAS chiariscano le falle nei controlli preliminari e il sequestro preventivo.
La piena assoluzione tecnica della Chocolate Farm S.r.l. di Cervinara da parte dell'Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno non è solo una vittoria per l'azienda, ma apre un interrogativo inquietante sulla gestione dei controlli da parte delle autorità sanitarie e giudiziarie. Se le analisi ufficiali hanno escluso qualsiasi forma di contaminazione o alterazione, è doveroso chiedersi su quali basi siano scattati i sigilli lo scorso 2 aprile. Il sequestro di un’attività produttiva è un atto di estrema gravità che dovrebbe poggiare su evidenze oggettive e non su segnalazioni che, per quanto allarmanti, necessitano di una verifica tecnica immediata prima di essere trasformate in provvedimenti restrittivi.
In questa vicenda, il ruolo di ASL Avellino e NAS deve essere chiarito con la massima trasparenza. È necessario comprendere come siano stati effettuati i controlli iniziali e se siano stati seguiti i protocolli corretti prima di procedere a una comunicazione che ha, di fatto, condannato l’azienda dinanzi all’opinione pubblica. La stampa ha riportato le notizie diffuse dagli organi competenti, ma il vero corto circuito è avvenuto all’origine: l'allarme sociale è stato alimentato da valutazioni preliminari che si sono rivelate infondate alla prova dei fatti scientifici.
Non è accettabile che un’azienda debba subire il trauma di un sequestro e la gogna mediatica per poi ricevere una "assoluzione" che arriva quando il danno economico e reputazionale è ormai consolidato. Prima di lanciare lo scoop e autorizzare provvedimenti così drastici, le autorità avrebbero dovuto attendere l'esito degli esami dell'Istituto Zooprofilattico, l'unico organo titolato a certificare la reale pericolosità di un alimento. Chi ha commesso leggerezze in questa fase istruttoria deve assumersi le proprie responsabilità: la tutela della salute pubblica è prioritaria, ma non può diventare un paravento per errori procedurali che distruggono il lavoro e il sacrificio di imprenditori onesti.