Truffe on line, assolta una 51enne pluripregiudicata
Questa è la sentenza emessa nella giornata di ieri dal Gip del Tribunale di Bologna, Dott. Alberto Gamberini, nei confronti di A.P., classe 1974, pluripregiudicata, originaria di Napoli ma da anni tra...
Questa è la sentenza emessa nella giornata di ieri dal Gip del Tribunale di Bologna, Dott. Alberto Gamberini, nei confronti di A.P., classe 1974, pluripregiudicata, originaria di Napoli ma da anni trasferitasi con la famiglia in provincia di Modena. Rinviati a giudizio, invece, tutti gli altri 5 coimputati, residenti tra Cardito ed il quartiere Salicelle di Afragola. Accolta in pieno la tesi difensiva sostenuta dal legale della donna, l'Avvocato avellinese Rolando Iorio, che ha evidenziato punto per punto la assoluta infondatezza delle accuse mosse nei confronti della propria assistita ritenuta al vertice di una associazione finalizzata alla commissione di truffe on - line. A.P., infatti, secondo l'assunto accusatorio sostenuto dalla Procura di Bologna nella persona del Dott. Nicola Scalabrini, era al vertice di una associazione specializzata in truffe on - line, tanto che alla sola donna erano contestate ben 4 ipotesi di reato, tutte estremamente gravi, che andavano dalla Contraffazione e uso di pubblici sigilli all'Accesso abusivo a sistemi informatici, dalla Falsità materiale alla Sostituzione di persona. Accuse di riciclaggio invece per gli altri 5 coimputati che dovranno invece difendersi dinanzi al Tribunale di Modena. In particolare alla A.P. veniva contestata la falsificazione di sigilli e stemmi dei Carabinieri che venivano utilizzati per inviare via e -mail richieste agli Uffici dell'Anagrafe di vari Comuni dell'Emilia Romagna finalizzate ad ottenere dati sensibili di ignari cittadini. Una volta ottenuti i dati personali e gli estremi dei documenti di identità dei cittadini interessati, si procedeva alla realizzazione di molteplici frodi quali ad esempio l'erogazione di finanziamenti personali o l'attribuzione di posizioni finanziarie a terze persone per finalità di riciclaggio. I truffatori procedevano anche alla realizzazione di falsi documenti di identità, riportanti i dati anagrafici corretti degli ignari cittadini, utilizzando come fotografie immagini tratte da internet, anche talvolta di noti volti dello spettacolo, come ad esempio quello dell'attore partenopeo Silvio Orlando. L'effige dell'attore Silvio Orlando infatti, applicata su documenti falsi, veniva fraudolentemente utilizzata per richiedere ed ottenere numerosi finanziamenti. Il giro di affari ammontante a centinaia di migliaia d'euro è stato però interrotto dalla attività investigativa della Polizia di Stato di Bologna. Proprio colei che era considerata a capo dell'associazione, la cinquantunenne difesa dall'Avvocato Rolando Iorio, è stata al momento l'unica ad essere considerata del tutto estranea alla vicenda e, quindi, assolta con formula piena. Di diverso avviso la Procura di Bologna che aveva invece richiesto anche per A.P. il rinvio a giudizio.