Scandalo edilizio ad Avellino: nuova ordinanza e sigilli sui falsi condoni
La Procura indaga su quindici persone per falso in atto pubblico mentre il Comune dispone la demolizione di opere abusive in via Pellecchia.
L'azione di contrasto all'abusivismo edilizio ad Avellino registra un nuovo capitolo con l'emissione di un'ordinanza di demolizione firmata dal dirigente Luigi Cicalese. Il provvedimento riguarda una veranda e un soppalco realizzati in via Pellecchia, stabilendo un termine di novanta giorni per il ripristino dello stato dei luoghi. L'atto si inserisce nella più ampia indagine coordinata dal sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro, che punta a fare luce su un presunto sistema di sanatorie illegittime.
L'inchiesta ha già portato al sequestro dei registri dell'archivio comunale da parte della Digos e della Guardia di Finanza. Gli investigatori hanno acceso i riflettori su una prassi inquietante: il recupero di vecchi numeri di protocollo appartenenti a soggetti deceduti o rinunciatari. Attraverso questa manipolazione documentale, sarebbe stato possibile regolarizzare immobili privi dei requisiti di legge, aggirando i vincoli urbanistici vigenti.
L'anomalia riscontrata nell'ultimo provvedimento ricalca fedelmente questo schema, evidenziando una discrepanza tra il nominativo presente nei registri e l'effettiva ditta destinataria dell'ordine di demolizione. Attualmente risultano iscritte nel registro degli indagati quindici persone, accusate a vario titolo di falso in atto pubblico.
Un ruolo chiave nell'accertamento dei fatti è stato svolto proprio dal dirigente del Sued, il quale non risulta indagato. Cicalese ha fornito una piena collaborazione agli inquirenti, contribuendo a far emergere le irregolarità nei faldoni comunali. L'attività investigativa, che porta anche la firma dell'ex procuratore Domenico Airoma, prosegue ora per verificare l'estensione del fenomeno e individuare ulteriori pratiche edilizie viziate dal medesimo meccanismo fraudolento.