San Martino e Cervinara, racket del clan: questa mattina l'udienza di convalida del fermo
I due indagati compariranno davanti al GIP per l'interrogatorio di garanzia dopo il tentativo di taglieggiare le imprese locali. Indagini della DDA
Si tiene questa mattina l'udienza di convalida del decreto di fermo emesso dal pm della Dda Vincenzo Toscano a carico di Mario De Paola, 33 anni di San Martino Valle Caudina, e Giovanni Sepe, 39 anni di Cervinara. Per entrambi, finiti in carcere a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri di Avellino e Benevento, per ipotesi di reato di estorsione, anche tentata, e usura, tutte aggravate dal metodo camorristico.
L'inchiesta ricostruisce una strategia d'azione aggressiva mirata a condizionare le attività economiche locali. Tra le vicende contestate spicca l'episodio verificatosi tra giugno e luglio a Paolisi ai danni di un dipendente della società che gestisce le vendite e la selezione del personale per un'importante catena di supermercati. Facendo leva sulla presunta vicinanza al clan Pagnozzi, i due indagati avrebbero minacciato l'operatore per costringerlo a versare la somma di 100 euro per ogni dipendente della zona assunto. In un'altra circostanza, la vittima sarebbe stata costretta a effettuare una ricarica PostePay da 450 euro e ad assumere un uomo attualmente sottoposto alla misura dei detenzioni domiciliari.
A completare la morsa criminale si aggiunge l'ipotesi di usura addebitata al trentatreenne, legata ai tassi capestro applicati a un prestito di soli 500 euro concesso a un uomo di San Martino Valle Caudina. Un credito da cui entrambi gli indagati avrebbero poi preteso ulteriori 350 euro a titolo di saldo. La decisione del giudice attesa per le prossime ore farà chiarezza sulla misura cautelare da applicare per bloccare sul nascere il piano di condizionamento sulle imprese locali. I due sono difesi dagli avv.ti Fabio Russo e Vito Pacca.