Ritrovata sostanza stupefacente nel carcere di Bellizzi Irpino.

Durante una perquisizione ordinaria effettuata presso la sezione infermeria centrale dell’Istituto Penitenziario di Avellino, il personale di Polizia Penitenziaria ha rinvenuto, abilmente occultata al...

08 ottobre 2025 07:57
Ritrovata sostanza stupefacente nel carcere di Bellizzi Irpino. -
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Durante una perquisizione ordinaria effettuata presso la sezione infermeria centrale dell’Istituto Penitenziario di Avellino, il personale di Polizia Penitenziaria ha rinvenuto, abilmente occultata all’interno di una plafoniera situata in una stanza abbandonata, una quantità di sostanza stupefacente. “Il tempestivo intervento e l’attenzione del personale hanno permesso di individuare e sequestrare la sostanza, impedendone la possibile diffusione all’interno della struttura penitenziaria”, afferma Argenio Marianna vicesegretaria regionale della Campania del SAPPE. “Si tratta dell’ennesima prova della professionalità, dell’esperienza e del costante impegno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno operano in condizioni difficili per garantire la sicurezza all’interno del carcere”. Il Sappe esprime vivo apprezzamento per l’operato del personale e sottolinea, ancora una volta, l’opportunità di creare infermerie all'interno dei singoli reparti per minimizzare le movimentazioni dei detenuti e consentire che l'infermiera centrale dell'istituto possa costituire il fulcro per il compimento di attività non lecite. È indispensabile che l’Amministrazione ponga la massima attenzione su tali episodi e fornisca supporto adeguato per fronteggiare efficacemente il fenomeno dell’introduzione e diffusione di sostanze e oggetti illeciti all’interno degli istituti penitenziari. “Ogni giorno”, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane, per adulti e minori, si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte dei Baschi Azzurri della Penitenziaria diviene fondamentale. E deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”. 

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