PUC Airola: il PD presenta le osservazioni e chiede trasparenza
Dal Circolo "A. Moro" critiche sui tempi ristretti e proposte tecniche per una pianificazione urbana equa, sostenibile e partecipata.
Il dibattito sul futuro urbanistico di Airola entra nel vivo. In occasione della scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni al Preliminare del Piano Urbanistico Comunale (PUC), fissata per lo scorso 2 aprile, il Circolo “A. Moro” del Partito Democratico ha rotto il silenzio con una nota ufficiale che mescola critiche procedurali e contributi tecnici di rilievo.
La polemica sui tempi e il metodo
Il coordinamento dem ha espresso soddisfazione per l’incontro pubblico del 30 marzo, svoltosi nella sala consiliare, ma non ha risparmiato critiche all’amministrazione comunale per la gestione del cronoprogramma.
"L’organizzazione dell’incontro a ridosso della scadenza ha oggettivamente limitato la partecipazione", si legge nella nota del PD, che definisce "inspiegabile" il mancato passaggio del piano nelle Commissioni e nel Consiglio Comunale. Per queste ragioni, il Circolo chiede ufficialmente una proroga dei termini, per consentire a cittadini e portatori di interesse un coinvolgimento più profondo.
Le proposte tecniche: coerenza e rigenerazione
Nonostante le riserve sul metodo, il PD ha depositato una serie di osservazioni elaborate con il supporto di esperti, puntando a correggere criticità strutturali del Preliminare:
Rapporto con il PIRUEA: Richiesto un chiarimento urgente sui legami tra il nuovo PUC e il piano del 2010, ormai decaduto.
Precisione catastale: Necessaria una verifica per eliminare le cosiddette "aree tagliate" (difformità tra azzonamenti e particelle), che rischiano di creare disparità di trattamento tra i cittadini nel calcolo degli indici di edificabilità.
Aggiornamento normativo: Il PD spinge per l'adeguamento ai recenti regolamenti regionali (Regolamento 3/2025 e L.R. 4/2024), con un focus particolare sulla rigenerazione urbana.
Verso un nuovo modello di trasformazione
Le osservazioni presentate propongono una distinzione netta tra le aree del territorio. Per le zone non suscettibili di trasformazione, si punta su ristrutturazioni edilizie e cambi di destinazione d'uso semplificati. Per le aree di nuova espansione, invece, si suggerisce un sistema di "trasformabilità graduata" (condizionata, limitata o di completamento) per garantire uno sviluppo ordinato.
Il messaggio del Circolo "A. Moro" è chiaro: il PUC non può essere un documento calato dall'alto, ma deve diventare uno strumento trasparente ed equo. La palla passa ora all'Amministrazione, chiamata a decidere se riaprire il confronto istituzionale o proseguire sulla strada tracciata finora.