Perifano a Mastella: “Ringraziasse, con le tasse che pago mantengo i pensionati d’oro come lui”
“Mastella ha passato il segno. Comprendo il suo livore per aver visto svanire quella vittoria a primo turno che aveva contrabbandato per certa da mesi. Capisco anche che chi ha vissuto sempre di polit...
“Mastella ha passato il segno. Comprendo il suo livore per aver visto svanire quella vittoria a primo turno che aveva contrabbandato per certa da mesi. Capisco anche che chi ha vissuto sempre di politica abbia difficoltà insuperabili a comprendere come funzionano le libere professioni: nel suo mondo non è mai esistito il merito, per cui è indotto a pensare che tutti gli incarichi professionali siano oggetto del solito mercimonio clientelare in cui è maestro. Tuttavia, siccome da mesi prova ad infangare la mia reputazione, mi sento in dovere di chiarirgli alcuni concetti:
a) in vita mia non ho mai avuto bisogno di sollecitare incarichi professionali: grazie a Dio sono sempre stato liberamente scelto da una affezionata clientela che ha riposto fiducia nelle mie attitudini professionali;
b) anziché offendermi dovrebbe ringraziarmi: faccio l’avvocato, con buoni risultati, da quasi quarant’anni, e le tasse che regolarmente pago sui miei redditi professionali servono anche a mantenere i vari pensionati d’oro come lui;
c) so di dargli un dispiacere, ma molte delle pubbliche amministrazioni che si rivolgono a me per assistenza legale sono guidate da uomini del suo partito, a conferma che i rapporti di fiducia professionale non seguono le logiche meschine a cui è evidentemente affezionato;
d) il termine arraffa-arraffa lo può usare con i suoi famigli, non con me perché non glielo consento: mi piacerebbe che avesse il coraggio di ripetermelo in un pubblico contraddittorio, ma non credo che abbia gli attributi sufficienti.
Non vado oltre per non annoiare i malcapitati che si imbattono in queste polemiche strapaesane, ma come ho sempre detto: manterrò il mio stile e mi comporterò secondo la mia educazione, ma non mi faccio pestare i piedi senza reagire”.