Pedopornografia online: blitz della Polizia, in manette anche irpini e sanniti

Infiltrati nel web tra Campania e Basilicata, gli agenti scovano una rete di insospettabili e sequestrano video di abusi su minori.

10 giugno 2026 12:30
Pedopornografia online: blitz della Polizia, in manette anche irpini e sanniti -
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Gli investigatori telematici del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato di Napoli, coordinati dalla IV sezione della Procura partenopea dedicata alla tutela delle fasce deboli, hanno arrestato in flagranza otto persone e denunciate altre due tra la Campania e la Basilicata a partire da febbraio 2026, a seguito di una complessa operazione sotto copertura mirata a smantellare una rete illegale dedita allo scambio e alla diffusione sulla rete internet di materiale pedopornografico.

L’indagine ha preso il via nei primi mesi dell'anno grazie alla dedizione degli specialisti informatici che sono riusciti a infiltrarsi nelle trame più oscure del web. Gli agenti hanno monitorato per settimane i flussi di dati digitali, documentando minutamente la condivisione di file multimediali dal contenuto raccapricciante. L'operazione ha permesso di individuare e mappare specifiche piattaforme online utilizzate come veri e propri server di stoccaggio, all'interno delle quali foto e video illeciti venivano sistematicamente caricati, conservati e messi a disposizione di una fitta rete di utenti residenti in diverse province.

La svolta decisiva nell'attività investigativa è stata resa possibile dall'utilizzo di avanzate tecniche di digital forensics e sofisticate metodologie di analisi informatica che hanno permesso di superare le barriere dell'anonimato. Attraverso lo studio accurato dei dati di connessione e delle tracce telematiche lasciate in rete, i poliziotti sono riusciti a decodificare le identità digitali degli utilizzatori del servizio, risalendo ai dati anagrafici reali di soggetti considerati insospettabili. Gli indagati, di età compresa tra i 47 e i 70 anni e residenti nelle province di Napoli, Avellino, Salerno e Caserta, si nascondevano dietro schermi protetti ritenendo erroneamente la propria condotta invisibile alle forze dell'ordine.

Sulla base degli elementi di prova raccolti, la Procura di Napoli ha emesso undici decreti di perquisizione locale e personale, la cui esecuzione ha richiesto l'impiego coordinato di cinquanta operatori della Polizia di Stato distribuiti sul territorio campano e lucano, toccando anche le aree di Benevento e Potenza. Nel corso delle perquisizioni all'interno dei domicili degli indagati sono stati rinvenuti numerosi dispositivi informatici, tra cui smartphone, computer e supporti di memoria di massa. L'analisi immediata dei sistemi operativi ha rivelato la presenza delle applicazioni dedicate alla gestione dei file illegali, contenenti immagini e filmati espliciti che ritraevano gravissimi abusi su bambini in tenerissima età.

Il materiale rinvenuto sui dispositivi personali ha fatto scattare l'arresto immediato in flagranza di reato per otto dei soggetti coinvolti, colti in possesso dell'ingente archivio pedopornografico. Nelle ore successive all'operazione, i diversi giudici per le indagini preliminari competenti per territorio hanno esaminato gli atti convalidando i provvedimenti restrittivi applicati dalla Polizia Postale. L'inchiesta prosegue ora sul fronte dell'analisi tecnica dei supporti sequestrati per verificare l'eventuale coinvolgimento di ulteriori utenti e per accertare l'origine dei canali di approvvigionamento del materiale illecito diffuso in rete.

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