Cervinara, rischio dissesto finanziario: le casse comunali ereditate da Tangredi sono a secco

La nuova amministrazione Tangredi fa i conti con la pesante situazione economica ereditata dal passato: parte la ricognizione straordinaria dei bilanci.

A cura di Redazione
09 giugno 2026 19:00
Cervinara, rischio dissesto finanziario: le casse comunali ereditate da Tangredi sono a secco -
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L’insediamento della nuova Amministrazione comunale guidata dal sindaco Tangredi porta in primo piano un’operazione di assoluta trasparenza sulla reale salute delle casse del Comune di Cervinara. Nel corso di una conferenza stampa, l’assessore al Bilancio Stefania Gallo ha letto una dettagliata relazione basata sul rendiconto 2025, sul riaccertamento ordinario dei residui e sugli atti di bilancio disponibili.

Sebbene la relazione specifichi che non si integrano formalmente condizioni di dissesto o deficitarietà strutturale, il quadro finanziario evidenzia forti e rilevanti profili di attenzione legati alla liquidità, alla capacità di riscossione e alla consistenza dei crediti.

Il Rendiconto 2025: cassa in forte calo e fondi bloccati

I primi dati numerici analizzati dall’assessore Stefania Gallo mettono in luce una drastica riduzione delle disponibilità liquide dell'Ente:

  • Fondo cassa finale (al 31 dicembre 2025): euro 1.014.681,90 (in forte riduzione rispetto al fondo cassa iniziale di euro 4.753.135,54).

  • Flussi dell'esercizio: registrate riscossioni complessive per euro 8.676.227,54 a fronte di pagamenti complessivi per euro 12.414.681,18.

  • Risultato di amministrazione: è pari a euro 5.065.402,49.

Il nodo della quota disponibile: Nonostante il risultato d'amministrazione superi i 5 milioni di euro, questo è quasi interamente assorbito da vincoli e accantonamenti. La parte disponibile estremamente contenuta è pari a soli euro 31.871,90.

La mappa degli accantonamenti (Totale parte accantonata: euro 4.802.078,00)

  • Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE): euro 3.848.413,72

  • Fondo contenzioso: euro 568.200,00

  • Fondo garanzia debiti commerciali: euro 213.270,48

  • Fondo anticipazioni di liquidità: euro 137.450,21

  • Parte vincolata: euro 231.452,59

L'enigma dei residui attivi e il rischio prescrizione

Il vero elemento di criticità è rappresentato dai residui attivi, ovvero i crediti che il Comune vanta ma che non ha ancora incassato. Al 31 dicembre 2025 si registra una massa imponente:

  • Residui attivi complessivi: euro 20.853.044,28

  • Residui passivi complessivi: euro 16.602.943,04

Di questa enorme massa di crediti, ben euro 6.340.811,06 è di natura tributaria (imposte e tasse), e di questi, euro 4.327.813,23 derivano da esercizi precedenti. Per le entrate tributarie non accertate per cassa, il fondo accantonato (pari a euro 3.810.464,43, con una percentuale del 60,63%) fotografa una vera e propria difficoltà strutturale nella riscossione.

Crediti "anziani" (anteriori al 2020)

I residui attivi relativi al 2020 e agli anni precedenti ammontano a euro 3.541.714,42 (il 16,98% del totale). All'interno di questa cifra, i residui del Titolo 1 (entrate tributarie) pesano per euro 822.620,70. L’amministrazione avverte: se non sono stati notificati validi atti interruttivi della prescrizione o avviate procedure coattive, parte di questi crediti rischia di essere inesigibile o prescritta. Per questo è stata annunciata una ricognizione straordinaria urgente.

Il Bilancio di Previsione 2026 e l'incognita "Evasione Fiscale"

La relazione passa poi a esaminare le stime del Piano Esecutivo di Gestione 2026. Il Comune prevede di finanziare il bilancio corrente anche grazie a una forte attività di recupero dell'evasione tributaria per complessivi euro 1.135.000.

Le principali entrate tributarie stanziate per il 2026:

Voce di Entrata

Importo Stanziato

TARI ordinaria

euro 1.760.003

IMU ordinaria

euro 1.100.000

Accertamenti ICI/IMU/TASI (Recupero evasione)

euro 950.000

Addizionale comunale IRPEF

euro 700.000

Accertamenti TARI (Recupero evasione)

euro 185.000

Canone unico patrimoniale

euro 58.000

Accertamenti canone unico patrimoniale

euro 10.000

Il divario tra il previsto e l'incassato storico

Se sul fronte dell'IMU ordinaria le percentuali storiche di riscossione sono elevate (prossime al 90%), lo scenario cambia radicalmente quando si guarda al recupero dell'evasione (ICI/IMU/TASI), dove i dati storici recenti evidenziano forti criticità:

  • Nel 2023: accertati euro 478.225,88 ma riscossi appena euro 52.238,33 (pari al 10,92%).

  • Nel 2024: accertati euro 500.000,00 ma riscossi appena euro 5.318,56 (pari all'1,06%).

Questi trend storici evidenziano, secondo i metodi contabili, un rischio di mancata riscossione che oscilla tra il 75% e il 93%. Di conseguenza, la previsione di incassare 950.000 euro da accertamenti ICI/IMU/TASI viene definita dall'assessore Gallo come "particolarmente ambiziosa" e necessiterà di un controllo serrato.

La strategia della Nuova Amministrazione: Monitoraggio Trimestrale

Il cuore del problema finanziario di Cervinara non è tanto la capacità di "scovare" o accertare nuove entrate sulla carta, quanto la capacità reale di trasformare gli accertamenti in riscossioni effettive. Il solo Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (euro 3.848.413,72) rappresenta infatti da solo il 18,5% di tutti i residui attivi del Comune.

Per garantire l'equilibrio di bilancio ed evitare sorprese, la nuova Amministrazione Tangredi avvierà una verifica straordinaria attivando un monitoraggio su base trimestrale dei seguenti parametri:

  1. Gli accertamenti emessi;

  2. Le somme effettivamente incassate;

  3. L'evoluzione dei residui attivi tributari;

  4. L'adeguatezza del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità;

  5. Il rapporto tra le previsioni teoriche di bilancio e le riscossioni reali.

L'obiettivo finale dichiarato dall'esecutivo è improntare la gestione finanziaria dell'Ente ai rigidi principi di prudenza, veridicità, trasparenza e sostenibilità, per far emergere la reale condizione dell'Ente a tutela di tutta la cittadinanza.

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