Irpinia e Sannio cercano oltre 13mila lavoratori: è caccia ai tecnici
Le imprese di Avellino e Benevento programmano le assunzioni per l'estate 2026, ma quasi quattro profili su dieci sono introvabili.
Nel mese di giugno 2026, le imprese delle province di Avellino e Benevento hanno programmato 4.920 nuove assunzioni, un dato che sale a ben 13.090 ingressi se si considera l'intero trimestre fino ad agosto. L'indagine, basata sulle ultime elaborazioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, è stata diffusa dalla Camera di Commercio Irpinia Sannio per fare il punto sulle reali necessità occupazionali del territorio campano. La spinta maggiore arriva dal comparto della produzione e dei servizi, ma il mercato locale deve fare i conti con un pesante disallineamento tra la richiesta aziendale e le reali competenze dei candidati.
La mappa delle assunzioni premia la provincia di Avellino, che da sola concentra 3.100 contratti da siglare nell'immediato, mentre l'area di Benevento risponde con 1.820 posizioni aperte. L'incremento complessivo su base trimestrale rispetto allo scorso anno evidenzia una crescita di 940 unità, segno di un tessuto produttivo che vuole espandersi nonostante le evidenti frenate della burocrazia e i mutamenti economici. Il cuore pulsante della domanda si concentra nel settore manifatturiero e nella fornitura di servizi, comparti che assorbono la metà esatta delle preferenze dei reclutatori in entrambe le province, seguiti a ruota dal commercio e dalle costruzioni.
Il vero nodo cruciale per lo sviluppo economico locale resta la difficoltà di reperimento del personale, una criticità che sfiora il 39% dei profili ricercati nell'avellinese e supera il 36% nel beneventano. Le aziende lamentano in primo luogo una cronica mancanza di candidati, un vuoto che si avverte soprattutto quando si cercano operai specializzati e conduttori di impianti. A questo si aggiunge l'inadeguata preparazione dei profili disponibili sul mercato, un fattore che rallenta i processi di inserimento e costringe i datori di lavoro a rivedere i propri piani di crescita stagionale.
Dal punto di vista delle qualifiche, la formazione professionale e il diploma tecnico rimangono i titoli più ambiti per intercettare le richieste del mercato globale. Ad Avellino si registra un forte interesse per gli indirizzi socio-sanitari e per il settore del marketing, mentre nel Sannio spiccano i diplomi legati alla logistica e all'accoglienza turistica. Anche l'università gioca il suo ruolo, con le imprese irpine che privilegiano l'area economica e quelle beneventane che cercano invece specialisti in ambito sanitario, senza dimenticare la richiesta emergente di diplomati degli istituti tecnologici superiori.
La nota positiva per il futuro del territorio arriva dall'attenzione verso le nuove generazioni, dato che un'assunzione su quattro è espressamente rivolta ai giovani con meno di trent'anni. I ragazzi vengono cercati non solo per la loro flessibilità, ma anche per la capacità di applicare soluzioni creative e per la propensione a coordinare i gruppi di lavoro. Questo dinamismo giovanile rappresenta una risorsa fondamentale per colmare il divario delle competenze e per spingere le imprese verso una digitalizzazione e un'innovazione ormai indispensabili.