PD Avellino: il verbale conferma la linea Alaia. Sindaci uscenti blindati
Il verbale della direzione parla chiaro: linea Alaia-Petracca confermata. L’ammuina dei singoli non cancella il sostegno ai sindaci uscenti.
Nel caos di letture strumentali che agita il Partito Democratico avellinese, è giunto il momento di sostituire le interpretazioni con i fatti. E i fatti, in un partito che voglia definirsi tale, sono custoditi nei verbali. La confusione di questi giorni non è figlia di una mancanza di linea, ma del tentativo di alcuni di far prevalere ambizioni personali su una strategia politica chiara, approvata e scritta nero su bianco.
La verità del Verbale
Inutile girarci intorno o affidarsi ai "si dice" dei corridoi: la relazione del Segretario provinciale Marco Alaia, presentata durante la direzione dello scorso 28 marzo, è parte integrante del verbale dell'assemblea. A pagina 2 di quel documento, si legge una disposizione che non lascia spazio a equivoci:
"Nei comuni che andranno al voto occorrerà sostenere i sindaci e gli amministratori uscenti, dovendo intendere anche coloro che hanno visto finire anzitempo il proprio mandato amministrativo per fatto a loro non imputabile, cui è seguito il commissariamento dell’Ente."
Questa non è un'opinione, è la linea del PD. Una linea che blinda gli amministratori che hanno subito cadute traumatiche non dipendenti dal loro operato e che indica la strada maestra per le prossime sfide elettorali.
Il peso del silenzio in Aula
Il dato politico più rilevante della direzione provinciale è quello che non è stato fatto, cioè nessuno ha chiesto il voto contro la relazione del Segretario.
In un partito plurale e democratico, se non si condivide la relazione del Segretario, si presenta un documento alternativo e si conta il consenso. Non averlo fatto significa una cosa sola: la minoranza sa di non avere i numeri. Se si fosse arrivati alla conta, la leadership di Alaia e la linea di Maurizio Petracca avrebbero stravinto con una maggioranza schiacciante. Il fatto che non si sia arrivati al voto dimostra che l'unità interna, per quanto sofferta o "subita" da alcuni, resta l'unico schema politico esistente.
L’ammuina contro la Politica
Dispiace constatare che, invece di dare battaglia nelle sedi di partito, qualcuno preferisca "tirare per la giacca" la stampa o affidare il proprio dissenso a comunicati postumi. L’opposizione interna fatta a colpi di note stampa è il sintomo di una debolezza strutturale: è l’ammuina di chi non ha una linea alternativa da proporre, ma solo velleità da difendere.
Le prese di posizione dei singoli — anche di quei riferimenti di maggioranza direttamente interessati alla partita del capoluogo — rimangono opinioni personali. Il Partito Democratico, con tutti i suoi limiti, ha deciso la sua rotta. Chi oggi cerca di sabotarla via social o sui giornali, farebbe bene a rileggere il verbale della direzione: la politica si fa nelle assemblee, e lì la fiducia ai sindaci uscenti è già stata sancita. Tutto il resto è rumore di fondo.