Legge sul consenso, Salvini evoca il 'rischio vendette'.

 La legge sul consenso in materia sessuale non vedrà la luce prima di febbraio 2026. A farlo sapere è stata Giulia Bongiorno presidente leghista della Commissione Giustizia del Senato. "In commissione...

26 novembre 2025 22:12
Legge sul consenso, Salvini evoca il 'rischio vendette'. -
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 La legge sul consenso in materia sessuale non vedrà la luce prima di febbraio 2026. A farlo sapere è stata Giulia Bongiorno presidente leghista della Commissione Giustizia del Senato. "In commissione la legge sarà pronta a gennaio. A febbraio potrebbe già esserci l'approvazione in Senato", ha garantito al termine di un giornata tesissima che ha visto l'affondo contro la legge di Matteo Salvini e la difesa d'ufficio da parte dei ministri Nordio e Roccella che giustificano gli approfondimenti. Giorgia Meloni, che aveva siglato il patto con Elly Schlein, resta in silenzio mentre l'opposizione l'attacca chiedendole se prima avesse almeno letto il testo della discordia. La premier, secondo fonti di maggioranza, sarebbe irritata - se non arrabbiata - perché nel testo c'è una criticità e l'ha individuata la Lega. Ma intende andare avanti, come conferma il presidente del Senato Ignazio La Russa: "Meloni non fa nessun passo indietro, non è lei che ha formulato il testo ma ha detto 'bisogna rafforzare la tutela delle donne', credo che sia Schlein che Meloni siano perfettamente d'accordo", assicura. All'indomani dei risultati delle elezioni regionali è stata quindi la Lega a scagliarsi contro un provvedimento che tutti davano per approvato dopo il prima via libera della Camera. Ad uscire allo scoperto è stato proprio Matteo Salvini che ha spiegato le perplessità che crescono in alcuni settori del centrodestra: è una legge che "lascia troppo spazio alla libera interpretazione del singolo" e con esso quello "a vendette personali, da parte di donne e uomini, che senza nessun abuso" potrebbero usare "una norma vaga" a proprio vantaggio "intasando i tribunali". Concetto in sostanza sposato dal ministro della Giustizia Nordio e dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. "Quando si modifica una norma della parte generale del Codice penale che riguarda, per esempio, il caso dell'elemento soggettivo del reato, come la consapevolezza del consenso o del dissenso - ha argomentato Nordio -, tocchi i nervi vitali del codice. Non puoi affidarti alla emotività di una elaborazione a-tecnica. Devi valutare virgola per virgola, proprio per evitare un domani delle interpretazioni eccentriche". La ministra Roccella va al di là delle "interpretazioni eccentriche" e cerca di chiarire il nocciolo del problema: "sulla legge sul consenso il rischio è il rovesciamento dell'onere della prova, questo è il dubbio".

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