La Canzone Napoletana è candidata a patrimonio UNESCO
Dall'Arena di Verona giunge l'annuncio storico che premia la visione pionieristica e la didattica del Conservatorio Nicola Sala di Benevento.
Venerdì sera sul prestigioso palco dell'Arena di Verona, durante la diretta della trasmissione di Rai Uno "Campioni del Mondo – Italia Loves UNESCO", le istituzioni culturali del nostro Paese hanno formalizzato la candidatura della Canzone Classica Napoletana a Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO. L'annuncio ufficiale segna un traguardo storico per l'Italia e per il Mezzogiorno, coronando un lungo percorso scientifico e artistico che ha visto in prima linea il Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" di Benevento, istituzione pioniera nel riconoscere la massima dignità accademica a questo immenso repertorio.
Per chi ha dedicato anni di studio, ricerca e sincera passione a questo straordinario patrimonio artistico, la notizia rappresenta un momento di profonda emozione e di totale riscatto istituzionale. Quando nel duemiladiciassette il Conservatorio di Benevento presentò al Ministero dell'Università il progetto del primo corso accademico interamente dedicato alla Canzone Classica Napoletana, l'iniziativa fu accolta da molti con un diffuso scetticismo. Non mancò infatti chi riteneva del tutto impensabile che un Conservatorio potesse dedicare un percorso di studi universitari a quella che veniva ancora considerata, in modo alquanto riduttivo, soltanto come una tradizione popolare o una forma espressiva minore della nostra cultura.
Noi, al contrario, eravamo fermamente convinti del valore artistico del progetto e avevamo compreso che dietro quelle melodie apparentemente semplici viveva una delle più alte e raffinate espressioni della cultura italiana nel mondo. Questo patrimonio universale si è strutturato solidamente nei secoli dall'incontro fecondo tra musica colta, poesia lirica, teatro d'avanguardia, letteratura e autentica identità popolare, costituendo un corpus unico che non ha eguali nel panorama internazionale.
Si tratta di un repertorio immenso che ha visto operare attivamente giganti della cultura nazionale del calibro di Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, E.A. Mario, Eduardo Di Capua, Francesco Paolo Tosti e tanti altri straordinari protagonisti che hanno saputo raccontare magistralmente l'anima più autentica di un popolo. La Canzone Classica Napoletana non è quindi semplicemente musica da intrattenimento, ma rappresenta una vera e propria memoria collettiva, una lingua codificata, una letteratura, un'identità antropologica, una ricerca costante e una fedele storia sociale del Mezzogiorno d'Italia.
Quando ascoltiamo versi immortali e travolgenti come "Che bella cosa na jurnata 'e sole...", oppure "Te voglio bene assaje e tu nun pienze a me..." o ancora "I' te vurria vasà...", non stiamo semplicemente ascoltando una canzone isolata, ma la voce di intere generazioni che hanno saputo magistralmente trasformare i sentimenti umani più universali in un patrimonio artistico collettivo. Il Direttore ricorda ancora con viva emozione il primo storico giorno di lezione del corso, quando entrò personalmente in aula per salutare i primi iscritti, tra i quali vi erano studenti che avevano qualche anno più di lui e uno di loro lo ringraziò sentitamente perché per la prima volta ciò che faceva da una vita intera poteva finalmente ricevere una degna e formale convalida accademica.
Oggi quel percorso lungimirante trova una straordinaria e definitiva conferma internazionale, dimostrando che la candidatura UNESCO non nasce affatto per caso ma è il frutto maturo di decenni di lavoro instancabile da parte di musicisti, studiosi, interpreti e istituzioni che hanno continuato a credere nel valore universale di questo tesoro. Il Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento è orgoglioso di aver attivamente contribuito a questo grande processo civile attraverso l'istituzione dell'unica cattedra accademica al mondo dedicata alla Canzone Classica Napoletana, strutturando un articolato percorso di studi che ha consentito la formazione di eccellenti interpreti, ricercatori e professionisti del settore e dicendosi pronto a mettere a disposizione del Comitato promotore, coordinato dal Maestro Renzo Arbore, tutto il patrimonio scientifico, artistico e didattico maturato in questi intensi anni.
Il Conservatorio di Benevento sarà stabilmente in prima linea per sostenere questo percorso istituzionale, non per rivendicare sterili primati, ma per dare un concreto contributo a un progetto culturale che appartiene di fatto all'Italia intera. Il coordinatore del corso, il Maestro Luigi Ottaiano, ha dichiarato che questa candidatura rappresenta il riconoscimento di una visione culturale che il Conservatorio di Benevento ha avuto il coraggio di sostenere quando ancora pochi ne comprendevano la reale portata. La Canzone Classica Napoletana possiede una straordinaria complessità musicale, letteraria e storica, e in questi anni è stato costruito un percorso accademico solido fondato sulla ricerca, sulla didattica e sulla produzione artistica di cui oggi si vede finalmente riconosciuto il valore, mettendo le competenze maturate al servizio della candidatura UNESCO.
Il Presidente del Conservatorio, dottor Nazzareno Orlando, ha espresso la sua profonda soddisfazione sottolineando come il Nicola Sala abbia ampiamente dimostrato che le istituzioni dell'Alta Formazione Artistica e Musicale possano e debbano essere autentiche protagoniste nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Il Presidente ha ribadito che la candidatura UNESCO rappresenta un'opportunità straordinaria e irripetibile per il Paese e per tutto il Mezzogiorno, garantendo che il Conservatorio offrirà una totale e piena collaborazione istituzionale affinché questo cammino possa concludersi nel migliore dei modi con il meritato e definitivo riconoscimento internazionale.
Oggi è possibile affermare con legittimo orgoglio che quella che qualcuno definiva una scommessa impossibile si è trasformata in una realtà accademica solida e pienamente consolidata, che ora guarda con fiducia ad un traguardo ancora più grande. Se l'iter si concluderà positivamente come auspicato, la Canzone Classica Napoletana entrerà ufficialmente nel patrimonio culturale dell'umanità, sancendo un trionfo non soltanto per la città di Napoli ma per l'Italia intera, poiché nelle note di "'O Sole Mio", di "Torna a Surriento", di "I' te vurria vasà", di "Te voglio bene assaje" e di centinaia di altre opere vive l'anima profonda del Paese, un'anima che merita di essere custodita, studiata e tramandata intatta alle future generazioni.
Giuseppe Ilario Direttore del Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" di Benevento