Irpinia, basta contare i finanziamenti: «Ora misuriamo il valore che lasciano sul territorio»

Il presidente di Irpini della Capitale Vincenzo Castaldo: «Servono progetti concreti e un ponte operativo tra Roma e chi vive e investe in Irpinia»

06 settembre 2026 14:23
Irpinia, basta contare i finanziamenti: «Ora misuriamo il valore che lasciano sul territorio» -
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L'Irpinia ha bisogno di cambiare passo. Non basta più raccontarne le bellezze, intercettare finanziamenti o celebrare i risultati raggiunti sulla carta. La vera sfida è capire quanto quelle risorse siano riuscite a produrre valore, occupazione, servizi e sviluppo duraturo.

È questo il messaggio lanciato da Vincenzo Castaldo, presidente di Irpini della Capitale, nel corso della tavola rotonda ospitata alla Locanda del Pozzo di Ospedaletto d'Alpinolo, alla vigilia della Juta a Montevergine.

«Come Irpini della Capitale continueremo a rappresentare l'Irpinia a Roma, ma vogliamo fare anche di più – ha spiegato Castaldo – mettendo a disposizione relazioni, esperienze e competenze per costruire un ponte operativo tra chi vive fuori e chi ogni giorno lavora e investe qui».

Un rapporto tra Irpinia e comunità degli irpini fuori provincia che, secondo Castaldo, dovrebbe trasformarsi da semplice rappresentanza a strumento concreto di sviluppo.

Il punto di partenza è una domanda rivolta direttamente alle istituzioni: dopo decenni di finanziamenti pubblici, quanto valore è stato realmente generato?

«Se continuiamo a perdere popolazione e imprese – ha sottolineato Castaldo – se mancano servizi essenziali e persino il principale attrattore religioso e turistico del territorio, il Santuario di Montevergine, resta penalizzato nell'accessibilità, possiamo limitarci a misurare quanti fondi abbiamo intercettato e rendicontato?».

Una domanda che assume ancora più peso proprio a Ospedaletto d'Alpinolo, dove la chiusura della strada di accesso allo storico Santuario di Montevergine sta creando ripercussioni sull'economia locale, sul turismo religioso e sulle attività legate alla tradizionale Juta.

Dalla logica dei fondi a quella dei risultati

Per il presidente di Irpini della Capitale è necessario modificare anche il metodo con cui vengono pensate e valutate le politiche per il territorio.

«Un progetto serio non parte dal finanziamento, ma dal risultato che vuole ottenere e dal valore che deve lasciare nel tempo», ha affermato.

Da qui la richiesta di un cambio di prospettiva: meno celebrazione delle risorse ottenute e più attenzione agli effetti prodotti.

«È arrivato il momento di cambiare anche interlocutori e metodo. Meno celebrazione dei fondi ottenuti, più misurazione del valore generato, più presenza delle istituzioni accanto ai cittadini».

Il tema, dunque, non è soltanto quanto denaro pubblico venga destinato all'Irpinia, ma cosa rimanga concretamente dopo gli investimenti: quanti posti di lavoro, quali servizi, quali infrastrutture, quante imprese, quanta popolazione riesce a restare e quale capacità di attrarre nuove energie.

E proprio la situazione di Montevergine rappresenta, in questo senso, un esempio emblematico. Un territorio che punta sul turismo religioso e culturale non può permettersi che il suo principale luogo di attrazione venga penalizzato da problemi di accessibilità.

Alla vigilia della Juta, il messaggio arrivato da Ospedaletto è quindi anche un appello a guardare oltre l'evento e oltre la singola emergenza: l'Irpinia ha bisogno di infrastrutture, servizi e progetti capaci di produrre valore nel tempo.

Non soltanto finanziamenti da intercettare e rendicontare, dunque, ma risultati da verificare e una comunità da mettere nelle condizioni di tornare a crescere.

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