Incendio di Airola, il rogo è spento: ora iniziano le valutazioni
Dopo giorni di lavoro dei Vigili del Fuoco si apre la fase dei controlli. ARPAC: diossine in calo, ma resta alta l’attenzione sull’ambiente
L’emergenza dell’incendio che dal 31 agosto ha interessato l’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti nella zona industriale di Airola può finalmente considerarsi alle spalle sul fronte delle fiamme. Dopo giorni di interventi ininterrotti, il rogo è stato domato e per il territorio si apre adesso una fase altrettanto importante: quella delle prime valutazioni sugli effetti dell’incendio e sulla situazione ambientale.
Ancora ieri, nel corso della riunione convocata in Prefettura a Benevento, veniva riferito che circa il 90% dell’incendio risultava spento e che i Vigili del Fuoco erano riusciti a intervenire anche nell’ultimo capannone interessato dal rogo.
Il passaggio dalla fase operativa a quella dei controlli non significa, però, che l’attenzione possa diminuire. Al contrario, proprio adesso sarà necessario mettere in ordine tutti gli elementi raccolti durante questi giorni e verificare con precisione le conseguenze dell’incendio.
I dati ambientali: primi segnali positivi
Sul fronte della qualità dell’aria arrivano indicazioni più rassicuranti rispetto ai primi giorni. L’ARPAC ha comunicato che i successivi campionamenti di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili hanno evidenziato valori inferiori al valore di riferimento utilizzato dalla comunità scientifica, con una netta diminuzione rispetto al primo campionamento effettuato tra il 31 agosto e il primo settembre.
Quel primo campionamento aveva restituito un valore di 0,28 pg/Nm3 I-TEQ, superiore al riferimento di 0,15 pg/Nm3 I-TEQ. I risultati successivi hanno invece mostrato un deciso miglioramento.
Anche il laboratorio mobile installato nei pressi dell’impianto ha fornito elementi utili per fotografare la situazione. ARPAC ha rilevato, il 3 settembre, un episodio significativo e di durata limitata caratterizzato dalla presenza di particolato fine e altri indicatori compatibili con emissioni da combustione. L’Agenzia ha tuttavia precisato che non sono emersi elementi tali da dimostrare una diffusione uniforme del fenomeno nelle stazioni fisse prese in esame e che i dati devono essere considerati preliminari.
Ora servono risposte
Con lo spegnimento del rogo, quindi, cambia completamente la natura della vicenda. Non si tratta più soltanto di fronteggiare le fiamme, ma di capire cosa sia accaduto, quali siano stati i danni prodotti dall'incendio e quali conseguenze possano esserci per l’ambiente e per la popolazione.
Su questo fronte si sono già mossi Comune e istituzioni. Il Comune di Airola ha annunciato un esposto alla Procura e la richiesta di uno stato di crisi, mentre durante la visita ad Airola il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha definito l’incendio «inaccettabile», assicurando la massima attenzione istituzionale.
Parallelamente, è arrivata anche la richiesta di individuare rapidamente eventuali responsabilità e di verificare le condizioni di sicurezza dell’impianto, mentre un esposto sul cosiddetto “caso Airola” è stato presentato anche in Parlamento.
La fase più delicata
Il fuoco, dunque, è spento. Ma la vicenda Airola non può essere considerata conclusa.
Adesso sarà necessario attendere il consolidamento dei dati ARPAC, completare i monitoraggi e comprendere l’effettiva portata degli eventuali impatti ambientali. Allo stesso tempo, le indagini dovranno accertare come sia stato possibile che un incendio di queste proporzioni si sviluppasse all’interno dell’impianto e perché le operazioni di spegnimento abbiano richiesto diversi giorni.
Per la comunità di Airola e per l’intera Valle Caudina comincia una nuova fase: meno visibile di quella delle fiamme, ma forse ancora più importante. Quella delle risposte.