Infanzia violata: la Campania è maglia nera in Italia
L'Indice CESVI fotografa un Paese a due velocità, dove la povertà relazionale e la mancanza di servizi colpiscono i minori del Sud.
La Fondazione CESVI ha presentato a Roma la settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, evidenziando come la Campania sia la regione con la peggiore capacità di fronteggiare questo fenomeno. Il rapporto, illustrato alla presenza di istituzioni, esperti e del Capo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia Gianfranco Costanzo, mette in luce una drammatica disparità tra Nord e Sud nel contrasto alla vulnerabilità minorile. L'analisi annuale misura l'efficacia dei servizi territoriali e i fattori di rischio ambientali, offrendo una mappa dettagliata delle risposte istituzionali e sociali a tutela dei più piccoli.
I dati emersi delineano per la Campania un quadro di profondo disagio strutturale, che posiziona il territorio all'ultimo posto per capacità di cura e penultimo per l'accesso alle risorse vitali. Nel contesto regionale si registra il tasso di soddisfazione della vita più basso d'Italia, pari appena al 37,6%, unito a una forte frammentazione familiare che vede una famiglia su sette guidata da un solo genitore. A questo si aggiunge un'elevata percezione della criminalità che genera insicurezza in quasi quattro nuclei familiari su dieci, collocando la Campania in una macro-categoria ad alta criticità insieme ad altre sette regioni del Centro-Sud, tra cui Sicilia, Calabria e Lazio.
Per rispondere a questa emergenza, CESVI sostiene attivamente il territorio attraverso la Casa del Sorriso nel quartiere San Pietro a Patierno di Napoli, un presidio multifunzionale gestito in collaborazione con la Cooperativa Sociale Il Grillo Parlante. Questa struttura contrasta quotidianamente dinamiche complesse come la disoccupazione, le gravidanze precoci e la dispersione scolastica, offrendo percorsi di supporto psicologico e laboratori educativi che nell'ultimo anno hanno aiutato centinaia di beneficiari. L'esperienza sul campo conferma tuttavia il forte divario nazionale, dato che i servizi di supporto alla genitorialità rimangono fortemente concentrati nelle regioni settentrionali rispetto al Mezzogiorno.
L'edizione di quest'anno si concentra sul concetto di povertà relazionale, intesa come isolamento, assenza di ascolto e carenza di adulti di riferimento in grado di proteggere i minori. Il Direttore Generale di CESVI, Stefano Piziali, ha sottolineato la necessità di superare la logica dell'emergenza per investire in un sistema integrato di protezione che potenzi le antenne sociali sul territorio, come medici, insegnanti e assistenti sociali. La sfida futura risiede nella creazione di reti comunitarie solide e nella raccolta di dati condivisi, strumenti indispensabili per intercettare il disagio psicologico crescente prima che si trasformi in una vera e propria violenza.