Incubo senza fine: segregata e violentata dall'ex con il ricatto delle foto
Prigioniera per cinque giorni tra abusi e minacce di revenge porn. La vittima riesce a fuggire e a dare l'allarme: arrestato il suo aguzzino.
Una storia di brutale violenza e controllo psicologico che si è conclusa solo grazie al coraggio della vittima e alla prontezza delle forze dell’ordine. Una donna di 44 anni è stata tenuta segregata per cinque giorni, dal 30 marzo al 4 aprile, vittima di continui stupri e maltrattamenti da parte del suo ex compagno, un uomo di 39 anni. E' accaduto a Tolentino.
La trappola del ricatto e la prigionia
Il legame tra i due si era interrotto, ma l’uomo non aveva accettato la fine della relazione. Per costringerla a tornare da lui, ha utilizzato l’arma del revenge porn, minacciando di diffondere immagini intime della donna. Una volta varcata la soglia dell'appartamento, la trappola è scattata: la vittima è stata privata del cellulare e chiusa a chiave, impossibilitata a comunicare con l'esterno o a chiedere aiuto.
Per cinque lunghi giorni, la donna è stata sottoposta a violenze sessuali aggravate e vessazioni. A far scattare le ricerche è stata la segnalazione di un'amica della vittima, preoccupata dai troppi silenzi e dalle chiamate che squillavano a vuoto.
La fuga e il salvataggio
Approfittando di un momento di distrazione del suo carceriere, la 44enne è riuscita a scappare di casa, correndo verso la stazione ferroviaria. È lì che i Carabinieri l'hanno rintracciata: ferita, sotto shock e in evidente stato confusionale.
Immediatamente è scattato il Codice Rosso, la procedura d'urgenza che tutela le vittime di violenza di genere. La donna è stata trasportata d'urgenza in ospedale per ricevere le cure necessarie e il supporto psicologico previsto dal protocollo.
L'arresto e le pesanti accuse
I militari hanno raggiunto l'appartamento poco dopo, trovando l'uomo ancora all'interno. La perquisizione ha rivelato un quadro criminale ancora più ampio: Sequestro di persona e violenza sessuale aggravata. Maltrattamenti in famiglia e revenge porn. Spaccio di stupefacenti: rinvenuti 36 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 1.000 euro in contanti.
L'aggressore, un richiedente asilo nato in Libia, è stato condotto in carcere. Durante le procedure di rito, l'uomo ha rifiutato di informare il proprio consolato di appartenenza.