Esami online, risposte via TeamViewer e AnyDesk: bufera su Pegaso
nchiesta della Procura di Napoli: 40 indagati. Contestate irregolarità su esami, iscrizioni e titoli accademici.
Software di accesso remoto utilizzati durante gli esami universitari, presunte anomalie nelle immatricolazioni e nel riconoscimento dei crediti formativi. È il quadro emerso dall'inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Napoli che coinvolge l'Università Telematica Università Telematica Pegaso e che, al momento, vede 40 persone indagate per reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.
I candidati avrebbero ricevuto supporto durante le prove d'esame online attraverso software di controllo remoto come TeamViewer e AnyDesk. Secondo gli investigatori, inoltre, sarebbero stati diffusi in anticipo panieri contenenti domande e risposte, alterando così la regolarità delle verifiche accademiche. Le presunte irregolarità rappresentano uno dei principali filoni dell'indagine coordinata dalla Procura partenopea.
Al centro degli accertamenti ci sono anche le procedure di immatricolazione, il riconoscimento dei crediti formativi e il conseguimento di titoli universitari in assenza dei requisiti previsti dalla normativa. Gli inquirenti parlano di un presunto sistema finalizzato ad ampliare il numero degli iscritti e ad aumentare i ricavi dell'offerta formativa. Tra gli indagati figurano anche Danilo Iervolino, proprietario dell'ateneo fino al 2022, e Andrea Buonomo. Le ipotesi di reato contestate comprendono associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita e falsità ideologica.
Un ulteriore filone riguarda i corsi per educatori professionali socio-pedagogici e alcuni percorsi dell'area sanitaria, per i quali vengono ipotizzate anomalie nella gestione dei tirocini e delle attività didattiche. Sotto la lente anche la responsabilità amministrativa del gruppo Multiversity e dell'ateneo, che secondo gli investigatori avrebbero tratto vantaggio dall'incremento delle iscrizioni conseguente alle condotte contestate.
L'Università Pegaso respinge ogni addebito e si definisce parte lesa nel procedimento. L'ateneo sostiene di aver avviato un audit interno che ha portato alla presentazione di un esposto alle autorità e all'allontanamento dei dipendenti coinvolti. Sulla vicenda è intervenuta anche la ministra Anna Maria Bernini, che ha annunciato la richiesta di acquisizione degli atti dell'inchiesta, sottolineando la necessità di garantire trasparenza e qualità nell'offerta formativa delle università telematiche.