Emergenza al carcere di Avellino: Nursind scrive al Ministro Piantedosi

Due infermieri per seicento detenuti e assenza di acqua corrente: il sindacato denuncia condizioni disumane e rischi per la sicurezza.

A cura di Redazione
17 aprile 2026 19:42
Emergenza al carcere di Avellino: Nursind scrive al Ministro Piantedosi -
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Il grido d'allarme che giunge dalla Casa circondariale di Avellino descrive uno scenario di profondo degrado, dove la dignità umana e il diritto alla salute sembrano essere stati accantonati. Attraverso una lettera aperta indirizzata al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e al prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, il sindacato degli infermieri Nursind ha acceso i riflettori su una realtà definita "al limite della sopravvivenza". La segretaria territoriale Romina Iannuzzi ha dipinto un quadro drammatico, evidenziando come la carenza cronica di personale renda di fatto impossibile assicurare i Livelli essenziali di assistenza all'interno della struttura irpina.

La sproporzione numerica tra operatori e popolazione carceraria è il cuore della critica sindacale: la presenza di soli due infermieri per seicento detenuti non rappresenta solo un ostacolo insormontabile alla cura dei pazienti, ma espone i lavoratori a rischi personali inaccettabili. Operare in tali condizioni di sotto-organico significa navigare costantemente nell'emergenza, con la consapevolezza di non poter rispondere adeguatamente alle necessità sanitarie di una comunità così vasta e complessa.

Oltre alla crisi del personale, il sindacato punta il dito contro una allarmante emergenza igienica che aggrava ulteriormente la situazione. Risulta infatti che all'interno del carcere manchi l'acqua corrente nelle ore notturne, una carenza che calpesta le norme igieniche più elementari e trasforma la quotidianità in una sfida per la salute pubblica. Secondo Iannuzzi, ci troviamo di fronte a un contesto in cui le condizioni di sicurezza precarie e la mancanza di servizi minimi hanno creato una miscela esplosiva, rendendo indispensabile un intervento immediato delle istituzioni per ripristinare la legalità e la dignità all'interno delle mura del capoluogo.

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