Durazzano dice no alla cava: «Nessun ulteriore scempio dopo il disastro di Airola»
Durazzano ribadisce il no alla cava di Fossa delle Nevi: «Nessun altro scempio dopo il disastro ambientale di Airola».
Il Comune di Durazzano ribadisce la propria contrarietà al progetto della cava in località “Fossa delle Nevi” e rilancia la battaglia per la tutela del territorio. Un tema che torna al centro dell’attenzione proprio nelle ore in cui la Valle Caudina è ancora alle prese con le conseguenze del grave incendio sviluppatosi nella zona industriale di Airola.
«Essere vicini ad Airola significa oggi avere il coraggio di dire un no fermo a qualsiasi ulteriore scempio», è il messaggio lanciato dall’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Lina Grasso, che esprime solidarietà alla comunità di Airola e al suo sindaco.
Il timore riguarda l'impatto che l'eventuale attività estrattiva potrebbe avere sul territorio. Polveri, rumore, traffico di mezzi pesanti e le possibili conseguenze sotto il profilo idrogeologico sono tra gli aspetti evidenziati dal Comune.
La cava, infatti, verrebbe realizzata sul versante della montagna che domina Durazzano, in una zona non direttamente visibile dal centro abitato ma che, secondo l'amministrazione, potrebbe comunque avere ripercussioni sull'intera valle.
Sul fronte istituzionale, il Comune ricorda di aver già intrapreso iniziative formali. Lo scorso 23 luglio, la sindaca Lina Grasso, insieme al sindaco di Santa Maria a Vico Andrea Pirozzi, ha depositato un'istanza di audizione presso la Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania, chiedendo di affrontare la questione relativa alla cava di Fossa delle Nevi.
Nel comunicato viene inoltre richiamata la posizione assunta dal Ministero dell'Ambiente, che avrebbe ritenuto fondati i ricorsi presentati dai Comuni, evidenziando la mancata convocazione della Conferenza di Servizi e la questione relativa al PRAE, il Piano regionale delle attività estrattive.
Ora Durazzano chiede alla Regione di procedere con gli atti conseguenti.
La posizione dell'amministrazione è netta: «Non possiamo subire un disastro e poi accettare di crearne un altro».
E ancora: «Basta sacrificare la salute dei nostri figli in nome di un falso sviluppo: Durazzano non diventerà la discarica a cielo aperto della Campania».
Una presa di posizione che, alla luce di quanto accaduto ad Airola, assume un significato ancora più forte e riporta al centro del dibattito il rapporto tra tutela ambientale, salute pubblica e sviluppo del territorio.