De Paola e Sepe si avvalgono della facoltà di non rispondere

I legali eccepiscono l'incompetenza del Gip di Avellino e contestano le imputazioni nell'ambito dell'inchiesta Dda.

05 agosto 2026 10:40
De Paola e Sepe si avvalgono della facoltà di non rispondere -
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Si sono svolti questa mattina davanti al Gip Fabrizio Ciccone del Tribunale di Avellino gli interrogatori di garanzia di Mario De Paola, 33 anni, e Giovanni Sepe, 39 anni. I due uomini sono stati tratti in arresto nella notte tra lunedì e martedì nei comuni di San Martino Valle Caudina e Cervinara a seguito dell'operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Avellino, nell'ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Nel corso dell'udienza, sia Mario De Paola che Giovanni Sepe hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere dinanzi al magistrato. Parallelamente alla scelta del silenzio, i collegi difensivi hanno sollevato una decisa eccezione sulla competenza del Gip del Tribunale irpino, sostenendo che la gestione della misura spetti alla magistratura partenopea titolare dell'inchiesta, provvedendo inoltre a contestare nel merito i capi di imputazione formulati a carico dei due indagati.

L'inchiesta ricostruisce una strategia d'azione aggressiva mirata a condizionare le attività economiche locali. Tra le vicende contestate spicca l'episodio verificatosi tra giugno e luglio a Paolisi ai danni di un dipendente della società che gestisce le vendite e la selezione del personale per un'importante catena di supermercati. Facendo leva sulla presunta vicinanza al clan Pagnozzi, i due indagati avrebbero minacciato l'operatore per costringerlo a versare la somma di 100 euro per ogni dipendente della zona assunto. In un'altra circostanza, la vittima sarebbe stata costretta a effettuare una ricarica PostePay da 450 euro e ad assumere un uomo attualmente sottoposto alla misura dei detenzioni domiciliari.

A completare la morsa criminale si aggiunge l'ipotesi di usura addebitata al trentatreenne, legata ai tassi capestro applicati a un prestito di soli 500 euro concesso a un uomo di San Martino Valle Caudina. Un credito da cui entrambi gli indagati avrebbero poi preteso ulteriori 350 euro a titolo di saldo. La decisione del giudice attesa per le prossime ore farà chiarezza sulla misura cautelare da applicare per bloccare sul nascere il piano di condizionamento sulle imprese locali.

La mossa dei difensori sposta ora la pressione sul piano procedurale e giurisdizionale. Nelle prossime ore si attende la decisione della magistratura sulla competenza territoriale e sull'eventuale trasmissione degli atti a Napoli per il prosieguo dell'iter giudiziario.

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