Cure palliative a Benevento: la battaglia per un diritto negato

A sedici anni dalla Legge 38/2010, il Sannio soffre per la mancanza di una rete assistenziale. Civico22 si mobilita al fianco dei cittadini.

A cura di Redazione
10 giugno 2026 20:06
Cure palliative a Benevento: la battaglia per un diritto negato -
Condividi

A Benevento e provincia la sanità pubblica non garantisce ancora il diritto costituzionale alle cure palliative, nonostante la legge nazionale lo sancisca da ben sedici anni. È questa la denuncia espressa da Giuseppe Iorio a nome del movimento Civico22, che lancia un appello alla cittadinanza per mobilitarsi contro un ritardo istituzionale non più tollerabile. La normativa italiana definisce questi interventi terapeutici e di supporto come Livelli Essenziali di Assistenza, eppure sul territorio sannita l'assistenza domiciliare per i malati gravi e inguaribili è quasi inesistente, lasciando le famiglie in una condizione di profonda solitudine e sofferenza.

La totale assenza di una rete strutturata si scontra drammaticamente con una realtà locale che offre come unica risposta un piccolo Hospice a Cerreto Sannita, attivo solo dallo scorso anno e dotato di appena cinque posti letto. Questa carenza strutturale appare gravissima se si considera che le cure palliative dovrebbero essere avviate precocemente in ospedale per poi proseguire fluidamente a domicilio, grazie al lavoro coordinato di un'equipe multidisciplinare composta da medici di famiglia, specialisti della terapia del dolore, nutrizionisti, psicologi e infermieri.

Davanti a questa inaccettabile carenza assistenziale, il movimento Civico22 ha deciso di non limitarsi alla sola protesta formale, unendosi attivamente alle realtà del volontariato locale per costruire risposte concrete. Il gruppo ha infatti sostenuto con convinzione le iniziative promosse dall'associazione Agape Palliativa e dall'AIL, tra cui un importante congresso scientifico focalizzato sulle cure pediatriche e un percorso formativo gratuito per trenta caregiver palliativi, ospitato direttamente all'interno della propria sede di piazza Mazzini.

L'obiettivo politico e sociale della mobilitazione resta quello di mantenere la massima pressione sulle istituzioni sanitarie e civili, affinché gli impegni teorici e i protocolli d'intesa si trasformino finalmente in servizi reali per la popolazione. Negare l'accesso a una terapia del dolore dignitosa significa calpestare i principi di solidarietà sociale e rimozione degli ostacoli che la Costituzione pone a tutela dello sviluppo di ogni persona, specialmente nei momenti di massima vulnerabilità.

La battaglia civile per il Sannio entra così in una fase decisiva, in cui non c'è più tempo per attendere le lentezze della burocrazia o promesse destinate a rimanere sulla carta. Civico22 chiama a raccolta l'intera comunità locale per fare fronte comune, affinché il sollievo dal dolore fisico e psichico smetta di essere un privilegio o una fortuna legata al codice postale e torni a essere un diritto universale garantito a ogni cittadino.

Segui Informazione Sei