Cosca Alvaro: sconti di pena a Reggio Calabria

La Corte d'appello ridetermina le condanne dopo il rinvio della Cassazione: la pena per il boss Domenico Laurendi scende a 13 anni.

A cura di Redazione
10 giugno 2026 22:05
Cosca Alvaro: sconti di pena a Reggio Calabria -
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La Corte di appello di Reggio Calabria ha ridotto significativamente le condanne per diversi esponenti di spicco della cosca Alvaro, tra cui il presunto capo clan Domenico Laurendi. La decisione, presa dalla seconda sezione penale della città dello Stretto in seguito all'annullamento con rinvio pronunciato dalla Corte di cassazione lo scorso dicembre, ridefinisce gli equilibri giudiziari intorno al sodalizio criminale. I giudici reggini hanno accolto le tesi difensive ridisegnando il quadro sanzionatorio per gran parte degli imputati coinvolti nel maxiprocesso, pur confermando la colpevolezza per la maggior parte dei soggetti rimasti alla sbarra.

Il verdetto più eclatante riguarda proprio Domenico Laurendi, ritenuto il vertice dell'associazione mafiosa, la cui condanna è passata da diciannove anni a tredici anni e dieci mesi di reclusione. La netta riduzione della pena, ottenuta grazie alle argomentazioni giuridiche presentate dal suo legale, giunge nonostante l'uomo dovesse rispondere di decine di reati gravi, che spaziavano dall'associazione a delinquere di stampo mafioso alle estorsioni plurime, fino alla violazione della legge sulle armi, alle intestazioni fittizie di beni e al traffico di sostanze stupefacenti.

Il medesimo provvedimento ha portato a esiti alterni per gli altri coimputati, registrando sia una clamorosa assoluzione sia lievi rimodulazioni per le posizioni minori. Mentre i magistrati hanno confermato integralmente le condanne precedentemente inflitte a Domenico Carbone e Pasquale Cutrì, Vincenzo Carbone è stato completamente assolto dall'accusa che in primo grado gli era costata una condanna a otto anni di carcere. Per gli altri coinvolti, la Corte d'appello ha applicato ritocchi verso il basso, riducendo a undici anni e un mese la pena di Natale Lupoi, a nove anni e dieci mesi quella di Giuseppe Rizzotto e a dieci anni e dieci mesi la sanzione per Giuseppe Speranza.

Questa nuova pronuncia rimette mano a una vicenda giudiziaria complessa che fotografa ancora una volta la pervasività della criminalità organizzata nel territorio reggino. L'efficacia della strategia difensiva nelle fasi superiori del giudizio ha dimostrato come la precisione tecnica nell'applicazione delle norme possa incidere in modo determinante sulla quantificazione delle pene, offrendo un nuovo capitolo processuale per le dinamiche legata alla storica consorteria di Sinopoli.

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