Comitato “Caudini in Movimento” ringrazia il Comune di Rotondi per il riconoscimento dello Stato di Palestina
Il Comitato Caudini in Movimento prende atto con soddisfazione che il Consiglio Comunale del Comune di Rotondi ha deliberato all’unanimità, nella seduta di ieri sera, il riconoscimento dello Stato di...
Il Comitato Caudini in Movimento prende atto con soddisfazione che il Consiglio Comunale del Comune di Rotondi ha deliberato all’unanimità, nella seduta di ieri sera, il riconoscimento dello Stato di Palestina, rispondendo alla nostra richiesta inviata nei giorni scorsi agli enti locali della Valle Caudina che ancora non avevano assunto tale impegno.
Con questo atto, Rotondi diventa il primo Comune della Valle Caudina a raccogliere la nostra proposta e ad assumere ufficialmente una posizione di solidarietà e di giustizia internazionale. In precedenza, anche i Comuni di San Martino Valle Caudina, Paolisi, Forchia, Montesarchio e Pietrastornina avevano già espresso il proprio riconoscimento, dimostrando sensibilità e consapevolezza verso un tema di portata universale. Si tratta di un gesto fortemente simbolico, ma anche politico, che mira al riconoscimento del sacrosanto diritto di un popolo ad oggi apolide di avere un proprio territorio, un proprio Stato, una propria patria. Tanto resta ancora da fare. La proposta di pace non trova una reale applicazione: la ferocia israeliana continua a mietere vittime in uno scenario di guerra genocidiaria dove scompaiono ogni briciolo di umanità e di verità. Rivolgiamo pertanto un nuovo appello a tutti i Comuni della Valle Caudina che ancora non hanno deliberato in tal senso: il riconoscimento dello Stato di Palestina rappresenta un atto di civiltà, di coraggio, di umanità e di adesione ai principi del diritto internazionale, dell’autodeterminazione dei popoli e della pace. Invitiamo inoltre le amministrazioni che hanno già approvato la delibera a rendere concreto il loro impegno, promuovendo iniziative pubbliche di sensibilizzazione, informazione e cooperazione, affinché il riconoscimento non resti un atto formale ma diventi seme di consapevolezza e solidarietà nel nostro territorio. C’è un solo popolo sotto le bombe. Non fermiamoci.