Cervinara: si parla di Futuro quando manca ancora il Presente

Mentre troppi galli cantano per spartirsi il potere, Cervinara resta al buio: basta promesse sul futuro, il nostro Presente non può più aspettare.

15 aprile 2026 08:15
Cervinara: si parla di Futuro quando manca ancora il Presente -
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A guardare le piazze e i social in questi giorni, sembra che Cervinara sia stata colpita da un’improvvisa epidemia di altruismo sfrenato. Un amore viscerale, quasi mistico, ha colto decine di aspiranti leader, pronti a giurare fedeltà eterna al paese e a mettere la propria "preziosa" esperienza al servizio della collettività. Si parla di domani, di orizzonti radiosi e di una rinascita imminente, mentre fuori dalle finestre il presente ristagna, immobile e polveroso, in attesa di qualcuno che abbia il coraggio di costruirlo davvero.

Oggi, 15 aprile 2026, il panorama politico somiglia a una recita a soggetto dove tutti hanno il miele in bocca, ma nessuno ha il coraggio di scrivere il copione. Le parole si sprecano, i sorrisi di circostanza si moltiplicano, eppure non si vede l’ombra di un programma concreto o di una lista che non sia il risultato di alchimie di corridoio. Si strappano le vesti per il bene pubblico, ma il sospetto che serpeggia tra i vicoli è che in realtà ognuno stia lucidando gelosamente il proprio specchio, pensando al tornaconto personale piuttosto che al destino di una comunità che merita ben altro.

In questo deserto di idee e abbondanza di chiacchiere, spicca per contrasto l'unica nota di sostanza registrata finora: il "Manifesto per il Terzo Settore" presentato da Cambiamenti e Libertas Benevento. Che piaccia o no, lì c'è del nero su bianco, ci sono proposte per una Cervinara inclusiva e un tentativo di dare forma a quel Presente tanto ignorato. Tutto il resto, al momento, è solo rumore di fondo, un ronzio fastidioso fatto di inciuci e manovre sottobanco che non portano un solo centimetro di progresso ai cittadini.

La verità è che il pollaio è affollato. Ci sono troppi galli a cantare contemporaneamente, ognuno convinto che il proprio chicchirichì sia quello che farà sorgere il sole. Ma con questa confusione, con questo egocentrismo che divora la visione politica, il rischio concreto è che per Cervinara non farà giorno tanto facilmente. La politica non è un concorso di bellezza o una gara a chi promette il futuro più luminoso; è l’impegno sporco e faticoso di gestire l’oggi. Finché i programmi resteranno nei cassetti e le ambizioni personali prevarranno sul bene comune, Cervinara rimarrà sospesa in questo limbo di chiacchiere inutili, in attesa di un’alba che, di questo passo, resterà solo un miraggio.

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