Cervinara, il paradosso dei giovani: osannati nelle piazze, dimenticati nelle liste
Elogi al Forum, ma zero under 30 in lista: a Cervinara i giovani sono il futuro nei discorsi, ma restano invisibili per i politicanti.
In questi giorni Cervinara riscopre l’entusiasmo. Le lodi per il neonato Forum dei Giovani si sprecano: si parla di "nuova linfa", di "futuro della comunità", di una ventata d'aria fresca che finalmente scuote il torpore cittadino. Ma mentre i complimenti si sprecano sui social e nei caffè, dietro le quinte della politica "dei grandi" sta andando in scena un copione già visto, che profuma di stantio.
Con la scadenza del 25 aprile alle porte per la presentazione delle liste, il fermento è massimo. Eppure, a scorrere i nomi che circolano con insistenza nelle coalizioni, balza agli occhi un dato inquietante: la generazione "Forum" sembra essere svanita nel nulla.
La politica del "Posto in Panchina"
Dov’è il coraggio degli strateghi elettorali? Se i giovani sono davvero il futuro di Cervinara, come mai tra i candidati papabili non si riesce a trovare un volto che abbia meno di trent’anni? La domanda sorge spontanea e amara: i giovani servono solo a riempire le piazze o a garantire una manciata di voti ai "soliti noti"?
Pare che per i registi delle coalizioni, la gioventù sia una bella medaglia da appuntarsi al petto durante i discorsi inaugurali, ma un peso ingombrante quando si tratta di comporre le liste. Si preferisce l'usato sicuro, il pacchetto di voti consolidato, la vecchia guardia che garantisce equilibri millimetrici ma che, inevitabilmente, parla una lingua lontana anni luce dalle esigenze di chi oggi ha vent'anni.
Il "Soffitto di Cristallo" di Via Roma
Il Forum dei Giovani ha dimostrato che a Cervinara esiste una classe dirigente in erba capace di organizzarsi, discutere e progettare. Escluderli dalla competizione elettorale vera, quella che porta tra i banchi del Consiglio Comunale, non è solo una miopia politica: è un tradimento generazionale.
Continuare a dire ai ragazzi "aspettate il vostro turno" o "fatevi le ossa nel sociale" mentre si sbarra loro la porta delle istituzioni è il modo più rapido per allontanarli definitivamente dalla cosa pubblica. Se il 25 aprile le liste confermeranno queste indiscrezioni, avremo la prova definitiva che la politica locale vede i giovani come clienti elettorali e non come protagonisti del cambiamento.
Una chiamata al coraggio
C’è ancora tempo per invertire la rotta. Gli strateghi delle coalizioni hanno una manciata di giorni per dimostrare che gli elogi di queste ore non sono solo retorica elettorale da quattro soldi. Cervinara non ha bisogno di "padrini" che spiegano ai giovani come si sta al mondo; ha bisogno di una politica che abbia l'umiltà di fare un passo di lato (o almeno di lato) per lasciar passare chi il futuro lo deve vivere, non solo amministrare.
Cervinara merita di più di una lista di "reduci". Se i giovani sono il futuro, che lo siano da subito, nelle schede elettorali e non solo nei comunicati stampa.