Cervinara: I cento anni dai lavori di restauro dell'Abbazia di San Gennaro

Nel 2026 ricorrono cento anni dalla conclusione dei lavori voluti dall’abate Angelico Mancini: oggi si invocano nuovi interventi urgenti.

11 giugno 2026 09:42
Cervinara: I cento anni dai lavori di restauro dell'Abbazia di San Gennaro  -
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Nel 2026 ricorre il centesimo anniversario della conclusione degli importanti lavori di restauro della Chiesa Madre, Parrocchiale e Badiale di San Gennaro V. e M., dal 1991 anche Santuario Diocesano per il culto alla Vergine Addolorata. I lavori, avviati nel 1920 e conclusi nel 1926 grazie all’impegno dell’abbate parroco Angelico Mancini e al contributo dell’intera comunità, trasformarono profondamente l’edificio sacro. Oggi, alla vigilia di questa significativa ricorrenza, si rinnova l’appello per interventi urgenti di recupero e valorizzazione.

La memoria di quei lavori è custodita anche nell’epigrafe “D.O.M. INSTAURATA 1926”, collocata in alto, al centro dell’Arco Trionfale, elemento architettonico che segna il passaggio dalla navata centrale, spazio riservato all’assemblea, al presbiterio, dove si trovano l’Altare Maggiore e il luogo da cui vengono presiedute le celebrazioni liturgiche. Nel 1926 si conclusero infatti gli interventi fortemente voluti dall’abbate Angelico Mancini, iniziati nel 1920 con il restauro della navata centrale per una spesa di 50.000 Lire.

I lavori proseguirono nel 1924 con la sopraelevazione di circa due metri della navata, la realizzazione della soffitta mediante travi in ferro e la relativa copertura. Per queste opere furono investite ulteriori 100.000 Lire, fino alla conclusione del cantiere nel 1926. All’epoca l’abbazia era assicurata alla “Società Cattolica di Verona” con un premio annuo di 58,74 Lire. L’abnegazione dell’abbate Mancini, il contratto assicurativo, l’entusiasmo e il contributo generoso dell’intera Cervinara hanno consegnato alle generazioni successive una Chiesa Madre più bella, più sicura e più imponente.

Negli anni successivi e fino al 1937 l’abbazia continuò ad arricchirsi di quadri, stucchi e affreschi raffiguranti alcuni santi. Angelico Mancini era stato nominato Abate di Cervinara l’11 gennaio 1920 dal cardinale Ascalesi, arcivescovo metropolita di Benevento. Docente di Teologia morale e diritto canonico a Sant’Agata de’ Goti, guidò l’abbazia per 31 anni, fino alla sua morte, avvenuta l’11 ottobre 1951. Il suo corpo riposa nel cimitero di Castelpoto, suo paese d’origine. Le cronache dell’epoca lo descrivono come un pastore zelante, operoso, onesto, umile e grande studioso.

Questo centenario 1926-2026 può rappresentare oggi un’occasione di rinnovata speranza. L’auspicio è che si possa mettere mano, come allora, all’edificio sacro più rappresentativo della comunità cervinarese, che necessita di lavori urgenti e importanti a tutti i livelli, a partire dalla facciata e dal campanile, attualmente in condizioni pessime. Sarebbe il modo più onorevole e dignitoso per celebrare questo importante anniversario. Gesù, nei Vangeli, afferma che “anche una Fede piccola come un granello di senape può spostare le montagne”; l’esempio dell’abbate Angelico Mancini e dei nostri Avi dimostra come la forza della volontà possa superare ogni difficoltà o avversità. Tutti uniti, da chi ha maggiori responsabilità fino ai fedeli e ai cittadini, si può ridare onore alla storia e alla bellezza di questi gioielli di famiglia. Ci sia un sussulto di coscienza e di orgoglio da parte di tutte le parti in causa. AMEN.

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Abbazia di San Gennaro
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