Carceri, è emergenza sovraffollamento: a Benevento oltre il 150%
Il Garante Ciambriello lancia l’allarme: troppi detenuti e pochi posti realmente disponibili. A Benevento 364 persone per 232 posti
Il sistema penitenziario italiano è sempre più vicino al limite. I dati aggiornati al 31 agosto 2026 fotografano una situazione di forte criticità: 65.661 persone detenute a fronte di 46.193 posti effettivamente disponibili, con un indice di sovraffollamento reale che si attesta intorno al 142%.
Numeri che riportano al centro dell'attenzione una questione che da anni rappresenta una delle emergenze più difficili del sistema giudiziario italiano: la distanza tra la capienza teorica degli istituti e i posti realmente utilizzabili.
A rilanciare l'allarme è Samuele Ciambriello, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Campania e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti, che chiede interventi immediati per affrontare una situazione diventata ormai strutturale.
La situazione in Campania
La Campania continua a essere una delle regioni maggiormente interessate dal fenomeno. Sono migliaia le persone ristrette negli istituti penitenziari regionali, in strutture dove alla pressione determinata dal numero dei detenuti si aggiungono le difficoltà legate alla disponibilità di personale della Polizia Penitenziaria e di operatori sanitari.
Il caso più evidente resta quello di Napoli Poggioreale, da tempo simbolo delle difficoltà del sistema carcerario campano. Già nei dati diffusi nei mesi scorsi era emersa una situazione particolarmente pesante, con celle sovraffollate e una pressione ben superiore alla capienza effettivamente disponibile.
Ma l'emergenza non riguarda soltanto Napoli.
Benevento, una situazione che preoccupa
Particolarmente significativo è il dato relativo alla Casa circondariale di Benevento, dove, secondo i numeri indicati nel monitoraggio rilanciato dal Garante, sono presenti 364 detenuti a fronte di una capienza reale di 232 posti.
Un rapporto che porta il livello di occupazione ben oltre la soglia di sicurezza e che rende evidente quanto sia difficile garantire condizioni adeguate all'interno dell'istituto.
Una situazione che si inserisce in un quadro regionale nel quale anche altri penitenziari presentano livelli di sovraffollamento particolarmente elevati.
Non solo posti: pesa la carenza di personale
Il problema, però, non riguarda esclusivamente gli spazi.
A rendere ancora più complicata la gestione quotidiana degli istituti è infatti la carenza di organico della Polizia Penitenziaria, alla quale si aggiungono le difficoltà nella disponibilità di personale sanitario e degli altri operatori necessari a garantire percorsi realmente orientati alla rieducazione.
Il principio costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato rischia così di scontrarsi con una realtà fatta di celle sovraffollate, strutture che necessitano di interventi e risorse umane insufficienti.
Le richieste del Garante
Per Ciambriello non basta continuare a parlare dell'emergenza. Servono misure capaci di ridurre concretamente la pressione sugli istituti.
Tra le proposte indicate figurano un maggiore ricorso alle misure alternative alla detenzione, interventi sulla liberazione anticipata e provvedimenti in grado di ridurre il flusso di ingressi in carcere.
La questione, dunque, non è soltanto quella di costruire nuovi istituti, ma di intervenire sull'intero sistema.
Perché dietro le percentuali e i numeri dei monitoraggi ci sono persone detenute, agenti penitenziari, medici, educatori e operatori chiamati ogni giorno a lavorare dentro strutture sottoposte a una pressione sempre maggiore.
E il dato di Benevento, con oltre 360 detenuti per poco più di 230 posti realmente disponibili, racconta in maniera molto concreta quanto l'emergenza sia vicina anche al nostro territorio.