Caccia e territorio: Fusco traccia il futuro della gestione nel Sannio
Il presidente dell'ATC Benevento propone una filiera per la carne di cinghiale e il rilancio economico attraverso il turismo esperienziale.
Il presidente dell'Ambito Territoriale di Caccia di Benevento, Carmine Fusco, è intervenuto nei giorni scorsi al congresso provinciale dell'Arci Caccia a Benevento per ridefinire il ruolo del cacciatore moderno e proporre nuove strategie contro l'emergenza cinghiali. Davanti alla platea dei delegati e al confermato presidente provinciale dell'associazione, Luigi Luongo, il vertice dell'ATC ha delineato un piano d'azione che unisce la sostenibilità ambientale allo sviluppo economico locale, ribadendo l'urgenza di trasformare una criticità territoriale in una risorsa strutturata.
Durante il suo discorso, Fusco ha difeso con fermezza la figura del cacciatore come bio-regolatore essenziale per gli ecosistemi contemporanei, spiegando che il prelievo venatorio rappresenta uno strumento indispensabile per l'equilibrio faunistico se supportato da regole precise. Il focus si è poi spostato sulla proliferazione incontrollata dei cinghiali, una piaga che continua a mettere in ginocchio il settore agricolo sannita. Nonostante i cacciatori abbiano oggi i mezzi idonei per agire, i veri ostacoli rimangono i nodi normativi e organizzativi che bloccano la gestione e l'uso sistematico dei capi abbattuti.
Per superare questa impasse, il presidente ha invocato un cambio di paradigma radicale che vada oltre il semplice contenimento numerico della specie, puntando con decisione sulla creazione di una filiera alimentare della carne selvatica. Questo mercato, ancora marginale in Italia, potrebbe trovare una spinta decisiva proprio attraverso una redistribuzione strategica delle carni verso le regioni che vantano una tradizione gastronomica consolidata, come la Toscana e l'Umbria, connettendo il Sannio a un circuito di consumo nazionale etico e sostenibile.
Parallelamente alla filiera alimentare, l'ATC Benevento guarda con forte interesse allo sviluppo del turismo venatorio esperienziale come volano di crescita per le aree interne. L'obiettivo è attrarre appassionati da altre regioni italiane e dall'estero, generando un indotto economico concreto per le strutture ricettive e promuovendo il patrimonio naturalistico della provincia. L'intervento si è concluso con l'auspicio di una collaborazione sempre più stretta tra mondo agricolo, venatorio e istituzioni, e con i migliori auguri di buon lavoro rivolti da Fusco al leader locale Luigi Luongo.