Benevento: 26 comuni su 32 ad alta priorità per il rischio sismico
Il Prefetto Moscarella promuove la sinergia tra istituzioni e Vigili del Fuoco per rafforzare la prevenzione e la sicurezza nel Sannio.
A poche settimane dalla giornata formativa sulla gestione delle emergenze, il Palazzo del Governo di Benevento ha ospitato un importante convegno dedicato al rischio sismico in Campania. L'incontro, nato dalla stretta collaborazione tra la Prefettura e la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di sensibilizzazione fortemente voluto dal Prefetto Raffaela Moscarella. L'obiettivo centrale è quello di rispondere con consapevolezza alla particolare vulnerabilità della provincia sannita, un territorio che si colloca quasi interamente nella fascia a più alta sismicità della regione.
Davanti a una platea composta da autorità civili, militari e circa settanta referenti delle amministrazioni locali, esperti di rilievo nazionale hanno delineato il quadro tecnico e scientifico della situazione attuale. I contributi del dott. Italo Giulivo, del dott. Mario Bellizzi, del prof. Giuseppe Maddaloni e del dott. Maurizio Pignione hanno permesso di approfondire non solo la natura dei rischi territoriali, ma anche le strategie più efficaci per la mitigazione e la gestione delle emergenze. Il confronto ha evidenziato dati estremamente significativi sulla fragilità del Sannio: dei 32 comuni campani identificati con alta priorità di intervento, ben 26 appartengono alla provincia di Benevento, rappresentando l'81,25% del totale regionale.
Il Prefetto Moscarella ha rimarcato con forza come la conoscenza approfondita delle criticità locali sia l'unico strumento valido non solo per gestire le crisi, ma soprattutto per pianificare interventi preventivi mirati. In questo contesto, è stato ribadito il ruolo centrale dei sindaci, figure di riferimento primarie per le comunità, e l'urgenza di una sinergia istituzionale costante. Rafforzare il monitoraggio e la messa in sicurezza del territorio non è solo una necessità tecnica, ma un imperativo morale per garantire la tutela della pubblica incolumità in un'area storicamente segnata dai movimenti della terra.