Avellino, il Centrodestra si spacca a Pasqua: Salta la Mediazione, è Corsa a Due
Il tentativo di Gianfranco Rotondi cade nel vuoto: Forza Italia blinda Laura Nargi, Fratelli d’Italia lancia Fabio Benigni. La coalizione si frantuma sulla soglia della segreteria.
Doveva essere la Pasqua della "pax democristiana", si è rivelata quella del grande gelo. La mediazione del centrodestra avellinese muore ufficialmente in anticamera, proprio sulla soglia della segreteria di Gianfranco Rotondi, l'uomo che più di tutti aveva cercato di tessere la tela di un’unità ormai logora. Invece di una stretta di mano, il confronto ha prodotto un muro contro muro: due nomi, due visioni, due strade destinate a non incontrarsi, almeno per il primo turno.
La Linea Azzurra: Avanti con Laura Nargi
Forza Italia non ha dubbi e sceglie la via del civismo. Il nome è quello dell’ex sindaca Laura Nargi, una candidatura che i vertici azzurri considerano non trattabile. A blindare la scelta è Livio Petitto, consigliere regionale di FI, che parla con la chiarezza di chi non intende arretrare di un millimetro:
"Per noi esiste un solo candidato in città e si chiama Laura Nargi. Non c’è spazio per interpretazioni o passi indietro."
L’obiettivo di Forza Italia è chiaro: puntare su un volto riconoscibile della gestione cittadina, lasciando la porta aperta a eventuali apparentamenti solo in vista del ballottaggio.
La Carica di FdI: Il "Modello Piantedosi"
Dall'altra parte della barricata interna, Fratelli d'Italia rivendica l'identità di coalizione e punta sull'autorevolezza istituzionale. La presidente provinciale Ines Fruncillo ha messo sul tavolo il nome di Fabio Benigni, presidente dell'Ordine degli Avvocati.
Non è una candidatura di bandiera, ma una mossa politica pesante: su Benigni ci sarebbe il "timbro" del ministro Piantedosi, un segnale di garanzia e di appartenenza a un centrodestra che vuole mostrare i muscoli. Per FdI, l'identità non è una variabile della trattativa, ma la sua "precondizione".
Lo Spettro di Salerno e la Sintesi Impossibile
Il fallimento dell'intesa avellinese non è un caso isolato. I bene informati guardano a quanto accaduto a Salerno come a un precedente pericoloso: quando saltano gli schemi regionali, ogni territorio diventa un fortino a sé stante.
Al momento, la situazione è cristallizzata:
Forza Italia cammina spedita sul binario del civismo.
Fratelli d'Italia attende che gli alleati misurino il proprio consenso sul campo.
La sintesi, parola tanto cara alla vecchia politica, sembra non abitare più ad Avellino. La coalizione si presenta al voto divisa, consegnando agli elettori due proposte distinte e rimandando la riunificazione a un futuro prossimo che, per ora, appare molto incerto.