Assolti il boss Vito Valentino e Maurizio Sardella, erano accusati di omicidio

Omicidi Luisi: la Corte d'assise d'appello ribalta il verdetto per il presunto mandante e per Maurizio Sardella.

A cura di Redazione
21 maggio 2026 17:58
Assolti il boss Vito Valentino e Maurizio Sardella, erano accusati di omicidio  -
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La Corte di assise di appello di Bari ha pronunciato una sentenza sorprendente nel processo di rinvio per gli agguati mortali ai danni di Antonio Luisi e di suo figlio Luigi, avvenuti nel capoluogo pugliese rispettivamente il 30 aprile 2015 e il 31 ottobre 2016. I giudici baresi, a seguito del precedente annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, hanno assolto il presunto boss Vito Valentino e il coimputato Maurizio Sardella. Al contrario, il collegio giudicante ha confermato le condanne a 20 anni di reclusione per Alessandro Ruta, Christian Cucumazzo e Antonio Monno, ritenuti responsabili delle azioni di fuoco che per anni hanno insanguinato il territorio.

La decisione giunge inaspettata se si considera la straordinaria consistenza del materiale probatorio raccolto inizialmente dagli inquirenti a carico degli imputati. La tesi della Direzione distrettuale antimafia si fondava in modo particolare sulle intercettazioni ambientali e sulle convergenti dichiarazioni di ben sette collaboratori di giustizia. Secondo la ricostruzione accusatoria, il primo omicidio era stato decretato per punire il rifiuto dei narcotrafficanti locali di sottostare a una pesante tangente sui traffici di droga, un'imposizione che i pentiti attribuivano direttamente alla volontà verticistica di Vito Valentino.

Il ribaltamento processuale è il risultato della strategia dei collegi difensivi, capaci di scardinare l'impianto accusatorio proprio nel punto che appariva più solido. Gli avvocati Dario Vannetiello e Nicola Quaranta, per Valentino, insieme ai legali di Sardella, hanno cavalcato con determinazione i rigidi criteri di valutazione stabiliti dalla Suprema Corte. La difesa ha convinto i giudici d'appello circa l'inutilizzabilità tecnica delle dichiarazioni di alcuni pentiti e l'intrinseca fragilità delle accuse mosse dai restanti collaboratori, demolendo la credibilità dei propalanti pezzo dopo pezzo.

Fino a questo verdetto, Vito Valentino era considerato la mente direttiva del primo delitto e del successivo tentato omicidio, mentre a Maurizio Sardella veniva contestato il ruolo di concorrente nell'esecuzione materiale del secondo agguato, costato la vita a Luigi Luisi. Adesso la palla passa alle motivazioni della sentenza, che la Corte d'assise d'appello di Bari dovrà depositare entro i prossimi novanta giorni. Solo allora si conosceranno i dettagli giuridici di un clamoroso successo difensivo che ha ridefinito i confini di uno dei casi di cronaca nera più complessi della città.

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