I Sondaggi Elettorali vietati fino alla chiusura delle operazioni di voto
Dall'8 maggio è in vigore il divieto assoluto di pubblicazione e diffusione di qualsiasi sondaggio demoscopico riguardante le intenzioni di voto degli elettori.
Assoluto divieto di pubblicazione e diffusione per qualsiasi sondaggio demoscopico riguardante le intenzioni di voto degli italiani, una misura drastica che rimarrà in vigore fino alla chiusura definitiva delle urne. Questo severo stop, previsto dalla legge sulla parità di accesso ai mezzi di informazione, si applica a partire dall'8 maggio e riguarda anche tutte le rilevazioni effettuate prima di questa data.
Le conseguenze legali per chiunque decida di infrangere il blackout elettorale sono pesantissime e prevedono sanzioni pecuniarie amministrative che possono raggiungere i 260.000 euro nei casi più gravi. La responsabilità civile e amministrativa ricadrà direttamente sui direttori responsabili dei media, sui committenti dei sondaggi e sugli istituti demoscopici che non vigileranno sulla riservatezza dei propri dati.
L'impianto sanzionatorio non si ferma all'aspetto puramente economico, ma investe direttamente la sfera professionale e deontologica dei soggetti coinvolti nell'infrazione. Per i giornalisti e i professionisti della comunicazione la violazione delle norme sul silenzio elettorale comporta l'apertura immediata di procedimenti disciplinari da parte dei rispettivi ordini, con il rischio concreto di sospensione dall'albo. Per i partiti e i candidati politici, l'accertamento di una diffusione illecita di dati può tradursi in un danno d'immagine irreparabile a livello pubblico e in pesanti contestazioni formali sul corretto svolgimento della campagna.