Annullata condanna a 8 anni per noto esponente del clan Verde
Si è tenuta innanzi alla V sezione Suprema Corte di Cassazione la trattazione dei ricorsi nei confronti di appartenenti al clan Verde, operante in Sant’Antimo, Grumo Nevano e Casandrino, nei confronti...
Si è tenuta innanzi alla V sezione Suprema Corte di Cassazione la trattazione dei ricorsi nei confronti di appartenenti al clan Verde, operante in Sant’Antimo, Grumo Nevano e Casandrino, nei confronti di appartenenti al gruppo dedito al narcotraffico, operante in Sant’Antimo e Arzano. Dichiarati inammissibili i ricorsi di Ceparano Antimo, Rinaldo Nicola, Belardo Angela, Belardo Antimo, Domenico Salvatore, Pecoraro Gaetano e Fantinato Stefano. Imbemba Massimiliano è stato l’unico ad ottenere l’annullamento in toto della sentenza di condanna ad anni 8 di reclusione. A suo carico vi erano le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Iorio Antonio, il quale, oltre a descrivere le dinamiche del gruppo, aveva etichettato Imbemba quale un “privilegiato” per essere il nipote di Angelino Armando, oltre ad essere legato da rapporti di parentela con appartenenti alla “167 di Arzano”.
A pesare anche numerose intercettazioni, dalle quali sarebbe emersa la capacità e la disponibilità economica di Imbemba di fare la cosidetta “spaccata”, acquisti di ingenti quantità di droga da immettere sui vari canali. Tutto ciò, secondo i Giudici di primo e secondo grado, faceva di Imbemba Massiliano un qualificato narcotrafficante partecipe della organizzazione.
Ma gli argomenti offerti dalla Corte di appello partenopea non hanno retto in cassazione, dove sono state condivise le questioni giuridiche sollevate dal cassazionista Dario Vannetiello e dall’ avvocato Leopoldo Perone, i quali sono riusciti a far franare completamente l’ipotesi accusatoria elevata ad Imbemba, sino ad oggi condivisa dall’Autorità Giudiziaria.
Annullamento totale della condanna. Adesso è tutto da rifare. Sarà altra sezione della Corte di appello di Napoli ad occuparsi di Imbemba nel giudizio di rinvio.