36enne impallinato per gelosia, fermato un giovane di Tufara Valle

Gelosia dietro lo sparo a Ceppaloni: 36enne ferito all'addome, fermato un ventiseienne di Tufara Valle. Domani l'udienza di convalida.

A cura di Redazione
06 aprile 2026 07:57
36enne impallinato per gelosia, fermato un giovane di Tufara Valle -
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Un colpo di fucile ha squarciato il silenzio nelle campagne di Ceppaloni, trasformando un dissapore privato in un tentato omicidio. A terra, ferito all'addome da una rosa di pallini, è rimasto A.V., 36enne beneventano, vittima di un’aggressione che sembra affondare le radici in un torbido intreccio sentimentale.

La dinamica e i soccorsi

L'uomo è stato raggiunto da un colpo esploso da un fucile da caccia in una zona isolata del comune beneventano. Soccorso tempestivamente e trasportato d’urgenza all’ospedale "San Pio", il 36enne è attualmente ricoverato in condizioni serie. Sebbene i medici lo abbiano dichiarato fuori pericolo di vita, le ferite riportate hanno richiesto un delicato intervento chirurgico per la rimozione dei pallini e la sutura delle lesioni interne.

Svolta nelle indagini: il fermo

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Montesarchio sotto il comando del Capitano Virginia Coni, hanno subito un'accelerazione decisiva nelle ore notturne. Dopo aver setacciato l’area e ascoltato i primi testimoni, i militari hanno stretto il cerchio attorno a due fratelli.

Al termine di un lungo interrogatorio, la posizione di uno dei due è apparsa critica: si tratta di un 26enne residente a Tufara Valle, sul quale sono caduti i sospetti principali. Il giovane è stato posto in stato di fermo e condotto in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Il movente: un amore conteso

Dietro il gesto violento non ci sarebbe la criminalità organizzata, bensì un movente passionale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra il 26enne e la vittima i rapporti erano tesi da tempo. Al centro della disputa ci sarebbe l'interesse per la stessa donna, un "triangolo" che avrebbe alimentato rancori mai sopiti e il risentimento sarebbe degenerato, spingendo il più giovane a imbracciare l'arma e a regolare i conti nel sangue.

I prossimi passi

Mentre i Carabinieri continuano gli accertamenti per definire con esattezza la dinamica e recuperare l'arma del delitto, l'attenzione si sposta sul fronte giudiziario. Il 26enne, comparirà nella giornata di domani, martedì davanti al GIP per l'interrogatorio di convalida del fermo.

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