ZES Unica e Sannio: la nuova sfida per lo sviluppo del Sud
Confindustria Benevento lancia il patto tra banche e imprese: servono partnership strategiche e infrastrutture digitali per la crescita.
La Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno non è solo un acronimo burocratico o un insieme di sgravi fiscali: è un cambio di paradigma industriale. Questo il messaggio forte emerso nel corso del sesto appuntamento di “Credito Amico”, il focus promosso da Confindustria Benevento che ha riunito i vertici dell'imprenditoria sannita, esperti contabili e rappresentanti del mondo bancario.
Al centro del dibattito, moderato e arricchito dai contributi di Erminia Cuomo (vicepresidente ODCEC Benevento), Leonardo Tufaro (Cerved Finanza Agevolata) e chiuso da Aniello Boccia (Regional Head Deutsche Bank), l'esigenza di trasformare gli strumenti normativi in crescita reale per la Campania.
Esposito: "Basta semplici prestiti, serve una partnership"
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confindustria Benevento, Andrea Esposito, che ha puntato il dito sulla necessità di un'evoluzione culturale nel rapporto tra chi produce e chi finanzia.
"Chiederemo agli istituti di credito di trasformare il rapporto con le nostre imprese da semplice finanziamento a una vera partnership", ha esordito Esposito.
Ma la crescita non passa solo dai capitali. Il Presidente ha evidenziato una "criticità strutturale" che rischia di vanificare gli sforzi: la carenza di infrastrutture digitali. "La banda larga è fondamentale. Se vogliamo che il Sannio sia protagonista nel Mediterraneo, non possiamo prescindere da una connettività adeguata".
Liverini: "La ZES per colmare il divario, ma serve strategia"
Il vicepresidente con delega al Credito, Filippo Liverini, ha inquadrato la ZES come il motore per il recupero del PIL meridionale rispetto al Nord. Un'opportunità che, secondo Liverini, deve restare blindata per il Sud finché il divario non sarà colmato. Tuttavia, l'agevolazione da sola non garantisce il successo dell'investimento.
Competenza contro l'improvvisazione: "Non esiste l’imprenditore tuttologo," ha ammonito Liverini, sottolineando come l’accesso al credito richieda oggi una pianificazione finanziaria e strategica di alto livello, supportata da commercialisti e consulenti esperti.
Inclusività e Nuove Generazioni: Il focus si è poi spostato sulle start-up e sui giovani. Per Liverini, non basta finanziare: serve accompagnamento, tutoraggio e, soprattutto, la creazione di un ecosistema capace di trattenere i giovani talenti nel territorio.
ZES Unica e Sannio: la nuova sfida per lo sviluppo del Sud
Basile: "Ridisegnare l'industria oltre i vecchi bilanci"
Anche il comparto delle costruzioni vede nella ZES un volano senza precedenti. Flavian Basile, presidente di Ance Benevento, ha sottolineato come la misura stia ridisegnando l'intero scenario industriale. La vera rivoluzione, secondo Basile, deve però avvenire nei criteri di valutazione delle banche:
"Oggi la storicità aziendale conta meno. Ciò che conta è la capacità di progettare il futuro. Per anni ci si è basati sui bilanci passati, mentre la ZES spinge a valutare le prospettive e i programmi industriali".
Verso un nuovo modello di sviluppo
Dall'incontro di Benevento emerge una visione corale: la ZES Unica è una leva potente, ma il suo successo dipende dalla capacità di fare rete. Innovazione tecnologica, competenze professionali e una nuova visione bancaria orientata al futuro sono i pilastri su cui il Sannio intende costruire la propria stagione di sviluppo.