"Zero Sostanze": La Procura di Benevento chiama a raccolta il Sannio contro le dipendenze
Il Procuratore D'Angelo lancia "Zero Sostanze": un'alleanza tra scuole, Sert e media per non lasciare soli i genitori nella lotta alla droga.
Presso il Palazzo di Giustizia di Benevento, il Procuratore Capo Nicola D’Angelo ha dato ufficialmente il via a una nuova e ambiziosa stagione di impegno civile. Con la presentazione del progetto "Zero Sostanze", la Procura non si limita a coordinare le attività di contrasto al narcotraffico, ma si pone come capofila di un’alleanza sociale necessaria per arginare la diffusione delle droghe tra i giovanissimi. L'iniziativa si configura come un appello diretto alla responsabilità collettiva, partendo dal presupposto che la magistratura e le forze di polizia, pur operando con il massimo rigore, non possano affrontare da sole un’emergenza che affonda le proprie radici nel disagio educativo e sociale.
Il Procuratore D’Angelo ha parlato con una schiettezza inconsueta per un magistrato, sottolineando come oggi il ruolo del genitore sia diventato paradossalmente più complesso e gravoso di quello di un Procuratore della Repubblica. In un mondo che corre veloce e dove i pericoli delle nuove sostanze sono sempre più subdoli, la famiglia rischia di restare isolata. Proprio per colmare questo vuoto, "Zero Sostanze" punta a costruire una rete integrata che veda collaborare fianco a fianco le scuole, il Sert, le associazioni e le istituzioni locali, offrendo ai genitori quegli strumenti e quel supporto necessari per non soccombere di fronte alle sfide educative moderne.
Un ruolo determinante in questa partita viene affidato al mondo dell’informazione. Secondo D’Angelo, la battaglia contro la droga è infatti persa in partenza se non viene supportata da un giornalismo capace di moltiplicare l'interesse pubblico e di alimentare una coscienza critica. L’informazione ha il potere di far vivere o morire determinati fenomeni sociali: se cala il silenzio, il mercato della droga prospera; se invece si mantiene alta l’attenzione, si creano gli anticorpi necessari per proteggere il tessuto sociale. I giornalisti sono stati quindi ufficialmente "arruolati" come sentinelle e divulgatori di una cultura della vita e della legalità.
Alla presentazione hanno partecipato i massimi vertici della sicurezza provinciale, dal Questore Giovanni Leuci ai comandanti provinciali dei Carabinieri, Marco Keten, e della Guardia di Finanza, Michelantonio Sportelli, insieme al Procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò. La presenza corale delle istituzioni testimonia la volontà di affrontare il problema in modo sistemico. Anche l’avvocatura beneventana, rappresentata dalla presidente Stefania Pavone, ha garantito il proprio sostegno, confermando che la difesa della legalità passa prima di tutto attraverso la prevenzione e la consapevolezza del diritto, elementi che il progetto porterà con forza fin dentro le aule scolastiche del territorio.