Vorrei un Natale più gioioso, solidale e meno consumistico

( Franco Petraglia ) Natale è ormai alle porte e l’aria che si respira, nonostante la macroscopica crisi sanitaria-socio-economica-morale planetaria, ha solo sapore di mercantile che conduce a una oss...

23 dicembre 2021 17:47
Vorrei un Natale più gioioso, solidale e meno consumistico -
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( Franco Petraglia ) Natale è ormai alle porte e l’aria che si respira, nonostante la macroscopica crisi sanitaria-socio-economica-morale planetaria, ha solo sapore di mercantile che conduce a una ossessiva, dispendiosa e voluttuaria corsa ai regali, con tutto lo stress che ne scaturisce. Per non citare gli sprechi: dal tradizionale pranzo della vigilia al cenone di San Silvestro, con ingenti quantità di vivande che finiscono nella spazzatura. Dovremmo, invece, fare nostri gli accorati appelli di Papa Francesco:” Non è con il consumismo che ci prepariamo alle festività di Natale. Un bel pranzo di Natale non è la vera gioia. Pensiamo dove possiamo andare a portare sollievo a chi soffre”. Siamo, ahimè, succubi di una mentalità consumista e individualista che antepone il piacere egoistico a tutto. E il mio pensiero non puo’ non andare al maledetto Covid-19, che ha procurato una delle ferite più acute e inguaribili: non poter essere stati vicini ai nostri cari familiari che stavano lasciando questo mondo, non aver potuto salutarli almeno per l’ultima volta, averli lasciati soli, senza una coccola o un ultimo bacio. Come non pensare altresì all’annoso e irrisolto problema dei nostri fratelli migranti: una strage senza fine in atto nel viaggio della speranza tra le coste meridionali e settentrionali di quel mare che da culla delle culture è diventato oggi suo malgrado un enorme cimitero. Il senso di questo grande evento cristiano per eccellenza deve apportare dentro di noi una rivoluzione copernicana: disintossicarci da tutte le cattiverie, atrocità, soprusi, cattiverie, cattivi costumi, mostruose violenze, deserti di ingiustizia e soverchierie di cui l’essere umano dovrebbe cospargersi la testa di cenere. Ricordo con struggente nostalgia e rammarico il Natale dei miei anni lontani, quando il calore della Natività si sentiva anzitempo e fortemente nei nostri cuori candidi e innocenti. Era una beatitudine ritrovarci attorno al focolaio domestico avvolti da un’atmosfera armonica e dolce. Facciamo emergere, per favore, dai nostri animi sordi e inariditi quei messaggi di Gesù Bambino: bontà, amore, pace, tranquillità e sincera solidarietà verso i diseredati, indifesi e deboli. Solo così possiamo realizzare appieno la nostra esistenza. Il Natale è davvero festa se è festa per tutti. Altrimenti, è semplicemente una festa pagana, che non mi appartiene per cultura e per sentimenti religiosi-spirituali. Il Signore della speranza e della pace dia a tutti noi e al mondo intero giorni più sereni e più tranquilli di quelli che stiamo vivendo. Buon e santo Natale a tutti!

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