Voglia di commentare? Prima di scrivere, prova l'ebbrezza di leggere!
Fermati al titolo e il web saprà chi sei: guida pratica per evitare figure barbine e capire che leggere tutto non è un optional ma un dovere.
Esiste una nuova specie di profeti digitali: quelli che sanno già tutto senza aver letto nulla. Sono i "Lettori di Copertina", individui dotati di una velocità di giudizio che farebbe impallidire un computer quantistico. Per loro, un link è come un invito a cena: non serve andarci, basta guardare la foto del menu fuori dal ristorante per decidere che il cuoco è un incompetente.
La sindrome del "Non ho tempo, ma ho ragione"
Viviamo nell'era della velocità, e perdere trenta secondi per approfondire un contenuto è considerato un lusso da filosofi ottocenteschi. Il commentatore moderno ha una missione: reagire. Non importa a cosa. Il titolo dice che a Milano piove? Lui commenterà che è colpa del sindaco, anche se l'articolo spiegava che la pioggia era una simulazione per un film di Hollywood.
Il "Patentino di Commento": un sogno proibito
Sarebbe bellissimo se i social introducessero un piccolo test di comprensione, una sorta di esame di guida per la tastiera. Prova a cliccare su "Commenta" e — PAM! — ecco una domanda a trabocchetto:
"Nell'articolo si parla di gatti o di algoritmi? Se rispondi 'Entrambi', puoi insultare il prossimo. Se rispondi 'Vergogna', il tuo profilo si autodistruggerà tra 5 secondi."
Invece no, Meta ci lascia liberi di esporre le nostre lacune cognitive al grande pubblico, in una sorta di esibizionismo dell'imprecisione.
Il dramma di chi vi osserva
Il punto è questo: quando scrivete un commento furioso basandovi solo su tre parole di un titolo, non state "asfaltando" l'autore. State semplicemente facendo un regalo a tutti gli altri lettori, che possono godersi lo spettacolo di qualcuno che combatte contro i mulini a vento.
Il giudizio di chi vi legge è implacabile: ogni commento scritto a caso è un pixel in più che definisce la vostra immagine di "pigri del click".
Tre motivi per fare lo sforzo estremo di leggere: Eviterete l'effetto "Cianuro": commentare con entusiasmo una notizia tragica perché il titolo era ambiguo. Scoprirete i dettagli: a volte nel testo c’è scritto l’esatto opposto di quello che il titolo suggeriva per attirare i pigri. Salverete il fegato: arrabbiarsi per qualcosa che non è stato scritto è un esercizio faticoso e, onestamente, poco produttivo.
Consiglio non richiesto: Prima di premere "Invio", fate un respiro profondo e cliccate su quel rettangolino blu. È un viaggio breve, non serve il passaporto, e vi eviterà di sembrare quelli che al cinema urlano contro lo schermo senza aver capito che film stanno proiettando.