Cervinara, il giallo del disperso senza nome: e se fosse un altro scherzo di cattivo gusto?
Dopo Arienzo, anche a Cervinara scatta l'allarme senza nomi. Solo un malinteso o lo scherzo di un mitomane? Soccorsi a vuoto.
Un copione che sembra scritto da un regista della beffa, un "film" già visto pochi giorni fa e che ora si sposta tra i boschi di Cervinara. L’allarme per una persona dispersa in montagna è scattato, la macchina dei soccorsi si è messa in moto, ma il dubbio che circola con insistenza tra i cittadini e gli addetti ai lavori è uno solo: stiamo cercando qualcuno che non esiste?
Il sospetto del "falso d’autore"
A differenza delle vere tragedie, dove il nome dello scomparso rimbalza in pochi minuti di casa in casa, a Cervinara regna il vuoto. Nessuna generalità, nessun volto, nessuna famiglia che piange o attende con ansia ai margini del bosco. Questo silenzio assordante alimenta il sospetto più amaro: quello di uno scherzo di pessimo gusto.
Lanciare un allarme del genere non è una goliardata, ma un atto di irresponsabilità che mette a rischio la sicurezza di tutti. Mobilitare uomini, mezzi specializzati e mettere in allerta le forze dell'ordine ha un costo sociale ed economico enorme. Se davvero si trattasse di una messinscena, saremmo di fronte a un cinismo senza precedenti.
L’ombra di Arienzo: un precedente inquietante
L’analogia con quanto accaduto appena una decina di giorni fa sulla collina di Arienzo è quasi perfetta. Anche lì, l'allarme era scattato con la massima urgenza, ma si era spento nel nulla quando i soccorritori si erano resi conto che non c’era nessuno da cercare. Le ricerche ad Arienzo vennero interrotte per un motivo paradossale: mancava il soggetto della ricerca. Oggi a Cervinara il timore è che si stia assistendo a una "replica" di quella farsa. Una segnalazione vaga, forse una telefonata anonima o l'interpretazione errata di un'auto in sosta, e la macchina si accende. Ma se dopo ore non spunta un nome e cognome, la teoria dello scherzo diventa l'unica spiegazione logica.
Basta giocare con i soccorsi
Se l'esito di Cervinara dovesse confermare il nulla di fatto, si aprirebbe un caso serio di procurato allarme. Gridare "al lupo al lupo" quando il lupo non c'è, è il modo più rapido per farsi trovare impreparati quando l'emergenza sarà reale. La comunità di Cervinara non merita questa tensione e i soccorritori non meritano di essere usati come pedine di un gioco perverso. Se qualcuno ha deciso di divertirsi così, deve sapere che il confine tra lo scherzo e il reato è molto sottile. Restiamo in attesa di capire se, finalmente, qualcuno darà un volto a questo presunto disperso o se, come ad Arienzo, si tratterà dell'ennesima bolla di sapone esplosa tra i monti.