Valle Caudina. Usucapione fraudolento, una insana e disonesta pratica di grande attualità.

Da qualche tempo, numerosi cittadini lamentano che si sono visti sottrarre la proprietà di terreni, soprattutto agricoli, attraverso atti di donazione fasulli, con i quali si trasferiscono terreni alt...

05 novembre 2024 10:35
Valle Caudina. Usucapione fraudolento, una insana e disonesta pratica di grande attualità. -
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Da qualche tempo, numerosi cittadini lamentano che si sono visti sottrarre la proprietà di terreni, soprattutto agricoli, attraverso atti di donazione fasulli, con i quali si trasferiscono terreni altrui a propri congiunti, dichiarando nell’atto di poterne disporre in virtù di usucapione non accertata giudizialmente. Questa pratica,  sta sottraendo in maniera illecita, terreni agricoli e abitazioni rurali a numerosi anziani e a loro congiunti ignari, spesso residenti all’estero. E’ chiaro che senza la complicità di tecnici disonesti, particolarmente esperti in materia, ed eventuali testimoni fasulli, non è possibile procedere a tali acquisizioni, in quanto la procedura prevede la presentazione di documentazione dalla quale dovrebbe evincersi che:

a. vi è stato il possesso continuo e ininterrotto del bene;

b. il possesso pacifico e pubblico del bene;

c. l’animus possidendi accompagnata da inattività e disinteresse del legittimo proprietario.

Avendo  il fenomeno assunto dimensioni  particolarmente ampie, l’invito alla popolazione è quello di difendersi da queste azioni truffaldine rivolgendosi a tecnici seri, poco avvezzi a questo tipo di acquisizioni. Questi  mediante una semplice visura camerale accerteranno che i nostri beni non siano transitati ad altri con procedure scorrette. In caso contrario, il consiglio è quello di rivolgersi ad un buon avvocato il quale attiverà le procedure previste per Legge. Spesso uno dei requisiti addotti ma non dimostrabili è il possesso continuo ed ininterrotto del bene, in particolar modo terreni collinari che da oltre 50 anni sono incolti, spesso oggetto di incendi boschivi. Sarà difficile in sede di eventuale giudizio dimostrare all’usucapiente il possesso continuo e l’animus possidendi. 

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