Valle Caudina, l'incognita riapertura: restano i nodi dei ritardi nelle opere e della collaborazione con RFI

La ferrovia tra Benevento e Napoli potrebbe ripartire a gennaio 2027, ma il traguardo è legato a doppio filo al superamento di gravi ritardi.

20 luglio 2026 12:35
Valle Caudina, l'incognita riapertura: restano i nodi dei ritardi nelle opere e della collaborazione con RFI -
Condividi

I pendolari del Sannio e dell'Irpinia vedono finalmente profilarsi una data per la fine dell'odissea legata allo stop della ferrovia della Valle Caudina, anche se il percorso resta disseminato di incognite. Il consigliere regionale Pellegrino Mastella (Casa Riformista - Italia Viva - Noi di Centro) ha reso nota la risposta ufficiale all'interrogazione presentata ad aprile al vicepresidente e assessore ai Trasporti della Regione Campania, Mario Casillo. Il documento fa luce su investimenti e cantieri gestiti da EAV per il collegamento tra le aree interne e Napoli, ma svela che la ripartenza non è affatto scontata.

Il piano complessivo prevede un investimento di 161,77 milioni di euro diviso in tre macro-interventi, ma a preoccupare sono i pesanti rallentamenti su alcuni fronti strategici e le sospensioni dei lavori che rischiano di far slittare ancora i tempi. Se il rinnovo dell'armamento viaggia oltre il 90% in vista della scadenza PNRR del 30 giugno 2026, gli interventi per il rischio idrogeologico e la messa in sicurezza dei versanti sono in forte ritardo, fermi ad appena il 20% dell'avanzamento complessivo. A complicare lo scenario si aggiunge la parziale sospensione, scattata a luglio 2025, dei cantieri per il sistema di segnalamento tecnologico SCMT, bloccati temporaneamente per dare priorità alle scadenze dei fondi europei.

Sulla carta, il nuovo cronoprogramma fissa la fine delle prove tecniche e dei collaudi a settembre 2026, con l'obiettivo di ottenere le certificazioni di messa in servizio a dicembre e far ripartire i treni a gennaio 2027. Tuttavia, si tratta di una scadenza puramente teorica e subordinata a condizioni rigorose, prima fra tutte la capacità delle imprese esecutrici di recuperare il terreno perduto e la complessa cooperazione con RFI per i controlli. Resta invece slegato dal blocco dei treni il piano di adeguamento delle gallerie, che si trascinerà per tutto il 2027 ma senza impattare direttamente sulla mobilità della linea, già elettrificata e rinnovata nelle stazioni principali.

Proprio a causa di queste fragilità, il consigliere Mastella ha subito alzato la guardia, avvisando che la data indicata non potrà subire ulteriori procrastinazioni dopo anni di pesanti disagi affrontati dai cittadini a causa di bus sostitutivi inadeguati. La ferrovia caudina viene difesa non solo come un'infrastruttura di trasporto, ma come un'opera vitale per contrastare lo spopolamento dell'entroterra campano e ridurre il divario con le zone costiere. L'attenzione resta quindi massima sull'evoluzione dei cantieri, con la promessa di un monitoraggio continuo e pressante nei confronti della Regione e del Ministero delle Infrastrutture per evitare l'ennesima fumata nera.

Segui Informazione Sei