Un milione di euro per riattivare h24 P.S. Sant’Agata de’ G.

Emendamenti alla Stabilità 2026: un milione per Sant’Agata de’ Goti e assunzioni straordinarie di medici stranieri per le aree interne.

A cura di Redazione
18 marzo 2026 09:54
Un milione di euro per riattivare h24 P.S. Sant’Agata de’ G. -
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Un intervento strutturale per rompere l’isolamento sanitario delle aree interne e restituire dignità al diritto alla salute nel Sannio e nel Casertano. È questa la missione del consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Errico, che ha presentato due emendamenti chiave al disegno di legge di stabilità regionale 2026-2028.

Al centro della proposta due pilastri fondamentali: il ripristino dei servizi d’emergenza a Sant’Agata de’ Goti e una strategia aggressiva per colmare la carenza di camici bianchi attraverso il reclutamento internazionale.

Sant’Agata de’ Goti: un milione di euro per il Pronto Soccorso h24

Il primo punto della manovra punta a sanare una ferita aperta nel territorio beneventano. L'emendamento prevede lo stanziamento di un milione di euro per l'anno 2026 destinato specificamente al presidio ospedaliero di Sant’Agata de’ Goti. L’obiettivo è chiaro: riattivare il Pronto Soccorso h24 e realizzare una struttura d’eccellenza per la stabilizzazione dei pazienti.

Non si tratta solo di una questione logistica, ma di una necessità vitale: per i cittadini delle aree periferiche, i tempi di percorrenza verso i grandi poli urbani sono spesso incompatibili con le urgenze mediche. Una battaglia, quella per il presidio, già legittimata dalle sedi giudiziarie, come ricordato dallo stesso Errico citando la sentenza del Tar Campania che ha accolto il ricorso promosso dal Comune di Puglianello, guidato dall’onorevole Francesco Maria Rubano.

Medici dall'estero per le zone carenti

La seconda gamba del piano Errico affronta il problema alla radice: la mancanza di personale. Senza medici, le strutture restano "scatole vuote". Per questo, la proposta autorizza la Giunta regionale ad attivare procedure straordinarie di reclutamento, attingendo anche a professionisti provenienti da Paesi UE ed extra-UE con titoli conseguiti all'estero.

"Le aree interne non possono più essere considerate marginali," ha dichiarato Fernando Errico. "Senza medici non c’è sanità, ma senza presidi operativi non c’è sicurezza. Con questi emendamenti indichiamo una direzione chiara: investire sulle aree interne per ridurre le disuguaglianze e rendere l’intero sistema regionale più equo."

Una strategia integrata contro le disuguaglianze

L’intervento proposto non mira a tamponare singoli casi, ma a creare una rete di protezione che coinvolga un bacino ampio, a cavallo tra le province di Benevento e Caserta. Secondo il consigliere azzurro, rafforzare il personale e riaprire i reparti d’emergenza significa dare una risposta concreta a territori storicamente penalizzati, trasformando la gestione della salute da "emergenza perenne" a servizio efficiente e standardizzato.

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