Tragedia di Apice, questa sera la Santa Messa per le famiglie

Questa sera alle 20.30 la Santa Messa nella parrocchia di Santa Maria Assunta e San Bartolomeo. Autuoro: «Alle famiglie coinvolte e alla comunità tutta va la mia più profonda vicinanza»

05 settembre 2026 13:08
Tragedia di Apice, questa sera la Santa Messa per le famiglie -
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È una comunità ancora profondamente ferita quella di Apice, chiamata a confrontarsi con una tragedia che ha sconvolto l’intero paese. In queste ore arriva la vicinanza dell’arcivescovo di Benevento Michele Autuoro, che ha scritto una lettera al parroco di Apice, don Ezio Rotondi, per rivolgere un pensiero alle famiglie coinvolte e all’intera comunità.

Un messaggio intenso, nel quale l’Arcivescovo invita innanzitutto al silenzio e alla preghiera di fronte a una tragedia difficile da comprendere.

«Davanti a questa tragedia – scrive Autuoro – siamo spinti al silenzio e alla preghiera. Silenzio perché non sappiamo e non possiamo trovare parole umane capaci di spiegare un simile dramma».

Parole che esprimono lo smarrimento di fronte a quanto accaduto, ma che subito dopo si trasformano in un invito ad affidarsi alla fede e alla misericordia.

L’Arcivescovo rivolge infatti la sua preghiera a Dio affinché accolga i tre fratelli e, nello stesso tempo, perché possa sostenere i loro familiari in questo momento di dolore. «Preghiera al Dio della Misericordia, perché accolga questi nostri fratelli, e preghiera per i familiari affinché il Signore risorto li accompagni e li consoli», scrive, richiamando l’immagine evangelica dei discepoli addolorati e confusi sul cammino verso Emmaus.

Ma nella lettera c’è anche un pensiero rivolto alla comunità nel suo insieme. Autuoro sottolinea la necessità di pregare affinché il Signore possa «guarire le profonde ferite» che una tragedia di questa portata rischia di lasciare nel cuore e nella vita della comunità.

«Non permettere al male di prendere il sopravvento»

Nel suo messaggio, l’Arcivescovo richiama quindi un episodio del Vangelo nel quale Gesù viene interrogato a proposito di un fatto violento avvenuto ai suoi tempi.

Un riferimento che Autuoro utilizza non per cercare spiegazioni o giudizi, ma per proporre una riflessione sul modo in cui una comunità può reagire davanti al dolore e al male.

«Tutti siamo interpellati a leggere quanto è avvenuto alla luce del Vangelo», scrive.

E proprio qui arriva uno dei passaggi più significativi della lettera: l'invito a non lasciare che il male generi altro male.

«Non dobbiamo permettere al male di prendere il sopravvento, e questo significa vincerlo con il bene», sottolinea l’Arcivescovo, richiamando la preghiera semplice attribuita a San Francesco d’Assisi.

Da qui l'appello a trasformare il dolore in un rinnovato impegno verso gli altri: «Dove c'è odio, noi possiamo portare l'amore; dove c'è l'offesa, il perdono; dove c'è discordia, l'unione; dove c'è l'errore, la verità».

Un messaggio particolarmente significativo per una comunità che in queste ore si trova a vivere una ferita collettiva.

«Un rinnovato impegno di fraternità»

La parte conclusiva della lettera guarda quindi al futuro e alla necessità di ricostruire, giorno dopo giorno, un senso di comunità.

«Siamo chiamati ad assumere un rinnovato impegno di fraternità e di custodia reciproca», scrive Michele Autuoro, indicando nella vicinanza tra le persone uno degli strumenti attraverso cui affrontare anche i momenti più difficili.

«Solo così potremo vincere il male che è sempre in agguato. Ma Cristo quel male lo ha già vinto», aggiunge.

Parole che non cercano risposte semplici a una vicenda drammatica, ma affidano alla comunità un invito alla speranza, alla solidarietà e alla preghiera.

Questa sera la Santa Messa ad Apice

La vicinanza dell’Arcivescovo sarà resa concreta questa sera, sabato 5 settembre, alle ore 20.30, quando nella Parrocchia di Apice – Santa Maria Assunta e San Bartolomeo sarà celebrata una Santa Messa.

Sarà un momento di raccoglimento per le famiglie colpite dalla tragedia e per tutta la comunità, che potrà ritrovarsi insieme nella preghiera.

Un appuntamento che arriva in giorni particolarmente difficili per Apice e che vuole essere soprattutto un gesto di vicinanza e di condivisione del dolore.

La lettera dell’Arcivescovo si chiude proprio con un abbraccio ideale alle famiglie e alla comunità: «Alle famiglie coinvolte e alla comunità tutta va la mia più profonda vicinanza».

Questa sera, nella chiesa di Apice, quella vicinanza si farà preghiera, nel ricordo dei tre fratelli e accanto a quanti stanno vivendo le conseguenze di una tragedia che ha profondamente segnato l'intera comunità.

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