Tentato omicidio Montesarchio: annullato l'arresto di Palermo
Accolta la tesi degli avvocati Fucci e Altieri: la Suprema Corte annulla la misura cautelare per il 19enne. Disposto un nuovo giudizio.
Svolta giudiziaria nel caso del violento pestaggio avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 ottobre all'esterno del locale "Xuè" di Montesarchio. La Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Nicolò Palermo, 19enne di Benevento, accusato di tentato omicidio in concorso ai danni del 17enne Gaetano Cusano.
La vicenda e le accuse
Secondo la ricostruzione degli inquirenti — supportata da immagini di videosorveglianza, analisi dei tabulati telefonici e testimonianze — Palermo faceva parte di una spedizione punitiva partita dal capoluogo sannita a bordo di quattro auto. L'obiettivo era un gruppo rivale di giovani.
Nello scontro, Gaetano Cusano fu vittima di un’aggressione brutale, colpito ripetutamente con calci, pugni e una mazza da baseball fino a finire in coma. In particolare, l'accusa attribuiva a Palermo il ruolo di aver immobilizzato la vittima con la tecnica del cosiddetto "incravattamento" (mani strette al collo), permettendo così ai complici di infierire fatalmente sul giovane di Vitulano.
La decisione della Suprema Corte
I giudici della Cassazione hanno accolto le tesi difensive presentate dagli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, annullando il provvedimento restrittivo. La Suprema Corte ha dunque disposto un nuovo giudizio che si terrà dinanzi a una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli.
Resta invece ferma la posizione della parte civile, con la vittima assistita dall'avvocato Antonio Leone. Il caso torna ora nelle mani dei giudici napoletani per una nuova valutazione degli indizi di colpevolezza a carico del diciannovenne.