Tentato omicidio davanti allo Xuè di Montesarchio: clamoroso annullamento bis per Palermo
La Cassazione accoglie il ricorso dei legali Fucci e Altieri e annulla la custodia in carcere per il diciannovenne beneventano.
La prima sezione della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli che manteneva in carcere il diciannovenne beneventano Nicolò Palermo, accusato del tentato omicidio del diciassettenne Gaetano Cusano avvenuto a Montesarchio. I giudici ermellini hanno accolto il ricorso presentato dagli avvocati difensori Vittorio Fucci e Francesco Altieri, riaprendo così la discussione sulla misura cautelare del giovane imputato, precedentemente confermata dal Gip di Benevento.
Questo nuovo pronunciamento rappresenta il secondo annullamento da parte della Suprema Corte in merito alla libertà personale di Palermo. Già nello scorso mese di febbraio, infatti, i magistrati romani avevano accolto un analogo ricorso dei difensori Fucci e Altieri contro l'ordinanza genetica di custodia cautelare. A ciò si aggiunge una terza decisione favorevole dello scorso marzo, quando la stessa Cassazione aveva annullato senza rinvio il decreto di sequestro del telefono cellulare del giovane, delineando una serie di successi procedurali per il team difensivo rispetto alla posizione della parte civile, assistita dall’avvocato Antonio Leone.
La drammatica vicenda che ha dato origine al procedimento penale risale alla notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025, quando una spedizione punitiva composta da quattro auto cariche di giovani partì da Benevento alla volta del locale "Xuè" di Montesarchio per aggredire un gruppo rivale. Secondo l'impianto accusatorio, la vittima Gaetano Cusano fu violentemente pestata a sangue con calci, pugni e colpi di mazza da baseball alla testa fino a finire in coma. In questo brutale scenario, Palermo avrebbe ricoperto il ruolo di complice primario bloccando la vittima con la tecnica dell'incravattamento per consentire ai suoi sodali di colpirla in modo quasi letale.
La complessa ricostruzione effettuata dagli inquirenti si fonda principalmente sull'analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona, sull'esame dei dati estratti dai telefoni cellulari dei sospettati e sulle testimonianze raccolte sul posto. Elementi che avevano spinto il Gip del Tribunale di Benevento e successivamente il Riesame di Napoli a blindare la custodia in carcere per Palermo, ritenendo elevato il pericolo e solido il quadro indiziario.
Con la decisione odierna, la Cassazione rimette nuovamente tutto in discussione disponendo che il caso venga riesaminato da una differente sezione del Tribunale del Riesame di Napoli. Spetterà ora ai nuovi giudici valutare daccapo le esigenze cautelari a carico del diciannovenne, alla luce dei rilievi sollevati dalla difesa che continua a contestare la legittimità della massima misura restrittiva applicata al proprio assistito.
Fact Check
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Verificato il: 17 luglio 2026