Tentato omicidio Cusano a Montesarchio: annullato il sequestro del cellulare
La Cassazione accoglie il ricorso dei legali di Nicolò Palermo. È la seconda decisione favorevole per il 19enne dopo l'annullamento della cautela.
Nuova svolta giudiziaria nel caso del violento pestaggio avvenuto ai danni del giovane Gaetano Cusano lo scorso ottobre. La Suprema Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il sequestro del telefono cellulare di Nicolò Palermo, il diciannovenne beneventano accusato di aver partecipato alla spedizione punitiva presso il locale "Xuè" di Montesarchio.
La decisione giunge dopo il ricorso presentato dai difensori di Palermo, gli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, che hanno contestato la legittimità del trattenimento del dispositivo da parte degli inquirenti.
I precedenti della Cassazione
Questo provvedimento si somma a quello già ottenuto il mese scorso, quando la stessa Suprema Corte aveva annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli. In quell'occasione, i giudici avevano disposto un nuovo giudizio dinanzi a una diversa sezione del Riesame, accogliendo le tesi difensive sulla posizione del giovane.
La ricostruzione dell'accusa
Secondo l'ipotesi accusatoria della Procura di Benevento, Nicolò Palermo avrebbe fatto parte di un gruppo di giovani partiti dal capoluogo a bordo di quattro auto per aggredire una comitiva rivale. Nello specifico, Palermo è accusato di aver:
Immobilizzato la vittima: secondo gli inquirenti, avrebbe stretto le mani al collo del 17enne (il cosiddetto "incravattamento").
Agevolato l'aggressione: tale azione avrebbe permesso ai complici di colpire Cusano con calci, pugni e una mazza da baseball, causandogli ferite tali da portarlo al coma.
Le indagini e il ruolo del dispositivo
Le indagini si sono finora avvalse di immagini di videosorveglianza, testimonianze e analisi dei tabulati. Il cellulare era stato sequestrato per passare al setaccio i contatti intercorsi prima e dopo il raid della notte tra il 4 e il 5 ottobre. Tuttavia, con la sentenza odierna, il sequestro viene meno definitivamente, segnando un punto significativo a favore della strategia difensiva di Fucci e Altieri.
Mentre la posizione di Palermo si alleggerisce sul piano procedurale, resta alta l'attenzione sul processo di merito, dove la parte offesa è assistita dall'avvocato Antonio Leone.