Tensione al carcere di Avellino

Detenuto sul tetto dopo aver devastato la cella

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 12:19
Tensione al carcere di Avellino -
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Non si placa l’emergenza sicurezza all’interno della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino. Nella giornata di ieri, la struttura è stata teatro di una doppia protesta solitaria che ha messo a dura prova il dispositivo di sorveglianza, risolvendosi solo grazie alla complessa opera di mediazione degli agenti di Polizia Penitenziaria.

La cronaca dell'accaduto

Tutto è iniziato all'interno di una cella, dove un detenuto, in uno stato di forte agitazione, ha dato il via a una violenta protesta danneggiando sistematicamente arredi e utensili. Nonostante l'intervento tempestivo del personale, che era riuscito a riportare inizialmente la calma evitando il peggio, la tensione è riesplosa poche ore dopo.

Sfruttando un momento di passaggio tra i reparti, l'uomo è riuscito a scavalcare le recinzioni dell'area passaggi, arrampicandosi con agilità fino a raggiungere il tetto del penitenziario. Una posizione di estremo pericolo che ha fatto scattare immediatamente il protocollo di emergenza. Solo dopo una lunga e delicata trattativa, gli agenti sono riusciti a convincerlo a desistere e a scendere in sicurezza.

Il grido d'allarme della Uil-Polizia Penitenziaria

L'episodio riaccende i riflettori su una realtà ormai al limite del collasso. Raffaele Troise, responsabile della Uil-Polizia Penitenziaria, ha commentato duramente l'accaduto, sottolineando come questi eventi non siano casi isolati ma "sintomi di un malessere profondo".

"Questi episodi si inseriscono in un contesto che evidenzia criticità organizzative croniche," ha dichiarato Troise. "Il mix tra sovraffollamento detentivo e la cronica carenza di personale rende la gestione della sicurezza quotidiana un'impresa titanica."

Una polveriera pronta a esplodere

Il carcere di Avellino continua a essere monitorato come una delle strutture più critiche della Campania. La facilità con cui è stato raggiunto il tetto e la reiterazione di atti vandalici nello stesso giorno confermano la fragilità di un sistema che regge solo grazie al sacrificio degli operatori.

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